Melzo piange Luca Sinigaglia, l’alpinista morto da eroe: «Non venga dimenticato»
MELZO (Milano) – Una scultura, una via a lui dedicata, un premio alla memoria, una fiaccolata, persino la richiesta di un’onorificenza al Va...
MELZO (Milano) – Una scultura, una via a lui dedicata, un premio alla memoria, una fiaccolata, persino la richiesta di un’onorificenza al Valore Civile al Presidente della Repubblica. La città di Melzo non vuole dimenticare Luca (Luka) Sinigaglia, l’alpinista 54enne morto a Ferragosto sul Pik Pobeda, in Kirghizistan, mentre tentava di soccorrere una compagna di cordata in difficoltà.
L’interruzione delle operazioni di recupero della salma, ancora ferma in una grotta a 6.900 metri di quota, ha scosso ulteriormente una comunità già profondamente segnata dal lutto. «Non finisca così, riportatelo a casa», chiedono amici, conoscenti e cittadini.
L’abbraccio della città
Il sindaco Antonio Fusé, in una nota diffusa ieri, ha espresso vicinanza alla famiglia e alla città: «Lo ricorderemo con segni concreti e come merita che sia. Ora, però, rispettiamo il dolore della famiglia. Riportare la salma in Italia e assicurargli una degna sepoltura restano un obiettivo primario, ma le autorità kirghise hanno deciso di interrompere il recupero per le condizioni meteo avverse e l’altitudine proibitiva».
Il primo cittadino ha confermato che saranno accolte le proposte dei melzesi per ricordare Luca, ma ogni iniziativa commemorativa dovrà essere concordata con i suoi cari: «Mi arrivano molte proposte e assicuro che lo faremo, nei dovuti modi, anche istituzionali».
L’ondata di commozione
Sui social e nelle strade della città, il ricordo di Sinigaglia è un fiume in piena. «Un melzese che ha dato la vita per altruismo», scrivono i concittadini. C’è chi chiede un premio alla memoria, chi propone una colletta per il rimpatrio della salma, chi ancora invoca una manifestazione a Roma per sollecitare la Farnesina.
Intanto la sorella Patrizia lo ricorda come «un uomo capace di stringere amicizie ovunque andasse a scalare». Amici e colleghi parlano di lui come di un alpinista esperto, innamorato delle vette e della scoperta del mondo, generoso fino al sacrificio estremo.
Un eroe che Melzo non dimenticherà
Morto per salvare i figli degli altri, Sinigaglia è diventato un simbolo per la sua città. Melzo si stringe intorno alla sua famiglia, nell’attesa che il suo corpo possa essere riportato a casa. Una certezza, però, già c’è: Luca sarà ricordato come un eroe.
L’interruzione delle operazioni di recupero della salma, ancora ferma in una grotta a 6.900 metri di quota, ha scosso ulteriormente una comunità già profondamente segnata dal lutto. «Non finisca così, riportatelo a casa», chiedono amici, conoscenti e cittadini.
L’abbraccio della città
Il sindaco Antonio Fusé, in una nota diffusa ieri, ha espresso vicinanza alla famiglia e alla città: «Lo ricorderemo con segni concreti e come merita che sia. Ora, però, rispettiamo il dolore della famiglia. Riportare la salma in Italia e assicurargli una degna sepoltura restano un obiettivo primario, ma le autorità kirghise hanno deciso di interrompere il recupero per le condizioni meteo avverse e l’altitudine proibitiva».
Il primo cittadino ha confermato che saranno accolte le proposte dei melzesi per ricordare Luca, ma ogni iniziativa commemorativa dovrà essere concordata con i suoi cari: «Mi arrivano molte proposte e assicuro che lo faremo, nei dovuti modi, anche istituzionali».
L’ondata di commozione
Sui social e nelle strade della città, il ricordo di Sinigaglia è un fiume in piena. «Un melzese che ha dato la vita per altruismo», scrivono i concittadini. C’è chi chiede un premio alla memoria, chi propone una colletta per il rimpatrio della salma, chi ancora invoca una manifestazione a Roma per sollecitare la Farnesina.
Intanto la sorella Patrizia lo ricorda come «un uomo capace di stringere amicizie ovunque andasse a scalare». Amici e colleghi parlano di lui come di un alpinista esperto, innamorato delle vette e della scoperta del mondo, generoso fino al sacrificio estremo.
Un eroe che Melzo non dimenticherà
Morto per salvare i figli degli altri, Sinigaglia è diventato un simbolo per la sua città. Melzo si stringe intorno alla sua famiglia, nell’attesa che il suo corpo possa essere riportato a casa. Una certezza, però, già c’è: Luca sarà ricordato come un eroe.
