Cinisello Balsamo piange Remigio Radolli, simbolo di legittima difesa
Cinisello Balsamo, Milano - Cinisello Balsamo saluta uno dei suoi commercianti più noti, Remigio Radolli , il gioielliere divenuto famoso 16...
Cinisello Balsamo, Milano - Cinisello Balsamo saluta uno dei suoi commercianti più noti, Remigio Radolli, il gioielliere divenuto famoso 16 anni fa per un episodio di legittima difesa che lo vide protagonista di una sparatoria durante una rapina. Radolli è morto nei giorni scorsi, lasciando un ricordo indelebile nella comunità locale.
Il 16 aprile 2009, Radolli fu aggredito nel suo negozio da un giovane albanese insieme a un complice. Durante la colluttazione, il gioielliere esplose alcuni colpi che colpirono uno degli aggressori. Raccontò agli inquirenti, ancora sanguinante e con una ferita sulla testa, che aveva agito per difendersi: “Ho questa pistola da 40 anni. Non l’avevo mai usata prima. Ma davanti a tanta brutalità, cosa avrei dovuto fare?”, disse, ricevendo anche il sostegno di colleghi commercianti e cittadini.
Al momento dell’aggressione, Radolli riportò gravi ferite: una ferita alla testa suturata con 18 punti, mandibola e zigomi rotti e diverse costole incrinate. Nonostante le evidenze dei filmati di sicurezza che confermavano la sua versione dei fatti, la magistratura di Monza inviò un avviso di garanzia per «eccesso colposo di legittima difesa». Dopo accese polemiche e un anno di indagini, la posizione di Radolli fu archiviata: il giudice riconobbe che aveva agito in stato di necessità per legittima difesa.
Il sindaco di Cinisello Balsamo, Giacomo Ghilardi, lo ha ricordato con un post sui social: “Remigio è stato molto più di un commerciante: un uomo generoso, sempre pronto a scambiare un saluto sulla porta del suo negozio. La sua vicenda lo ha reso simbolo di dignità e coraggio. Ha vissuto momenti difficili, ma la verità e la giustizia hanno riconosciuto il suo diritto a difendersi e a difendere la sua vita. In quell’occasione in molti lo hanno sostenuto e hanno creduto in lui”.
Remigio Radolli lascia così un’eredità di coraggio e dignità che rimarrà nella memoria della città.
