Melzo piange Luca Sinigaglia, l’alpinista eroe morto sul Pik Pobeda
Melzo, 16 settembre 2025 – Una chiesa prepositurale gremita e commossa ha dato l’ultimo saluto a Luca Sinigaglia, l’alpinista melzese di 50 ...
Melzo, 16 settembre 2025 – Una chiesa prepositurale gremita e commossa ha dato l’ultimo saluto a Luca Sinigaglia, l’alpinista melzese di 50 anni morto sul Pik Pobeda in Kirghizistan esattamente un mese fa, durante un tentativo disperato di soccorrere una collega russa della sua cordata, poi anch’essa deceduta.
“Il dolore del distacco e l’assenza del corpo ci attanagliano il cuore. Ma lui c’è. Di noi sa ogni cosa, adesso. E un giorno lo rivedremo”, ha ricordato il parroco don Renato Fantoni, rivolgendosi ai familiari di Luca: il fratello Fabio, la sorella Patrizia e l’anziano padre Giuseppe.
La passione e il coraggio
Luca, noto per aver scalato vette in tutto il mondo, era descritto come un uomo che “sentiva le cime”. Durante la Messa, il parroco ha ricordato il coraggio e l’amore viscerale per la montagna dell’alpinista: “Mi ricorda Pier Giorgio Frassati. Amare la montagna vuol dire amare qualcosa di grande, il mistero stesso della vita”.
Molti amici hanno indossato magliette con la scritta “I’m a hero” accanto a una foto di Luca in scalata, mentre sul sagrato della chiesa sono risuonate le note del Silenzio, rendendo omaggio all’alpinista “eroe di Melzo e di tutta Italia”.
“Ha raccolto un appello disperato e non ha esitato – ha sottolineato don Renato –. Ha amato nel modo più grande e assoluto, rischiando la vita e donandola per gli altri”.
Il cordoglio della città
Al termine della cerimonia, il sindaco Antonio Fusè, in fascia tricolore, ha espresso il lutto cittadino e il cordoglio ufficiale: “Rendo omaggio a Luca, alla sua passione, al suo gesto generoso. Quello che ha fatto lassù, in tempi in cui vincono individualismo e indifferenza, rimarrà impresso nella storia della nostra città”.
Il fratello Fabio ha voluto ringraziare tutta la comunità: “Abbiamo sentito vicina una nazione intera, siamo stati circondati d’affetto. Grazie anche a chi si è speso per lui: gli operatori del campo base, il personale di soccorso”.
L’ultimo gesto
Il giorno della tragedia, Ferragosto, Luca aveva interrotto la discesa dal Pik Pobeda per tornare a soccorrere Natalia Nagovitsyna, bloccata con una gamba fratturata, portandole viveri e assistenza. Il giorno successivo, durante il ritorno, un edema cerebrale ne ha causato la morte.
In primavera, a Luca Sinigaglia sarà attribuito il premio di benemerenza civica Città di Melzo e sono previsti ulteriori riconoscimenti in memoria del suo coraggio e della sua generosità.
