Mantova, 6 gennaio 2026 – Sono iniziati all’ospedale Carlo Poma di Mantova gli accertamenti medico-legali sul cadavere mummificato di una donna di 82 anni, morta nel 2022 e tenuta per anni all’interno della propria abitazione a Borgo Virgilio, nel Mantovano. A conservare il corpo in casa sarebbe stato il figlio, un ex infermiere di 56 anni, con l’obiettivo di continuare a percepire la pensione della madre.

L’uomo è stato smascherato dopo essersi presentato all’ufficio Anagrafe per tentare il rinnovo della carta d’identità scaduta della donna, travestendosi con parrucca e abiti femminili. Il tentativo non è passato inosservato agli operatori comunali, che hanno allertato le forze dell’ordine.

L’ex infermiere è attualmente a piede libero ma risulta indagato per occultamento di cadavere, truffa aggravata ai danni dello Stato, sostituzione di persona e falso in atto pubblico. Le indagini sono condotte dai carabinieri del Nucleo investigativo di Mantova, che stanno effettuando accertamenti anche sugli oggetti rinvenuti all’interno dell’abitazione.

Secondo quanto comunicato dagli investigatori, il corpo della donna è stato trovato dalla polizia locale avvolto in più strati di lenzuola, inserito in due sacchi a pelo e collocato in un locale adibito a lavanderia, vicino a un armadio. L’uomo avrebbe inoltre aspirato i liquidi corporei con una siringa, nel tentativo di rallentare la decomposizione ed evitare la diffusione di cattivi odori.

Parallelamente, l’Inps sta quantificando l’ammontare della somma indebitamente percepita: si tratterebbe di circa 3mila euro al mese, poiché la donna riceveva sia la propria pensione sia quella di reversibilità del marito, medico di Borgo Virgilio deceduto anni fa.

Gli esami sul cadavere proseguiranno nei prossimi giorni per chiarire con precisione le cause della morte, mentre l’inchiesta giudiziaria è destinata ad ampliarsi alla luce degli ulteriori elementi che emergeranno dagli accertamenti in corso.