Bergamo, 18 gennaio 2026 – Slitta al 25 febbraio la pronuncia della sentenza nel processo per l’omicidio di Sharon Verzeni, 33 anni, uccisa nella notte tra il 29 e il 30 luglio 2024 a Terno d’Isola. La decisione, inizialmente attesa per lunedì 19 gennaio davanti alla Corte d’Assise di Bergamo, è stata posticipata su richiesta della nuova difesa di Moussa Sangare, 30 anni, imputato nel procedimento.

Cambio di difensore e richiesta di rinvio

Il rinvio è legato alla revoca del mandato al precedente legale, Giacomo Maj, e alla nomina della nuova avvocata Tiziana Bacicca, subentrata solo il 13 gennaio. La difesa ha chiesto più tempo per esaminare il corposo fascicolo processuale e predisporre eventuali memorie difensive, giudicando impossibile effettuare questa attività in pochi giorni.

La posizione dell’imputato e la richiesta dell’accusa

Sangare, inizialmente reo confesso, ha successivamente ritrattato la confessione. Per lui il pubblico ministero Emanuele Marchisio ha avanzato richiesta di ergastolo. Il rinvio disposto dalla Corte comporta quindi lo slittamento della pronuncia, inizialmente prevista per la giornata odierna.

Condizioni dell’imputato secondo la difesa

L’avvocata Bacicca ha riferito di aver incontrato Sangare in carcere, descrivendolo come «molto confuso e depresso». L’imputato avrebbe inoltre espresso disaccordo rispetto alle strategie del precedente difensore, ritenendo che si sarebbe potuto insistere maggiormente su una linea favorevole all’assoluzione.

Il processo riparte a fine febbraio

Con il rinvio al 25 febbraio, la Corte d’Assise tornerà a riunirsi per affrontare nuovamente il caso. Fino ad allora restano sospesi i tempi della decisione su uno dei procedimenti giudiziari più seguiti in provincia di Bergamo, segnato dal dramma avvenuto a Terno d’Isola, dove fiori e messaggi continuano a ricordare la giovane Sharon.