Bernate Ticino
, 20 febbraio 2026 – Non si ferma la scia di sangue sui luoghi di lavoro in Lombardia. Nel pomeriggio di oggi un uomo di 38 anni, di origine pakistana, ha perso la vita all’interno della Mondo Sd, azienda di lavorazione delle materie plastiche situata in via delle Vallogge di Sotto, a Bernate Ticino.

La prima ricostruzione

Secondo le prime informazioni, l’operaio – residente ad Arconate – stava operando su un macchinario destinato alla separazione della plastica da altri materiali quando sarebbe stato risucchiato nella tramoggia. L’ipotesi principale è una perdita di equilibrio, ma non si esclude l’errore umano, proprio o di altri colleghi presenti.
La Procura di Milano ha aperto un fascicolo per accertare le cause dell’incidente e verificare eventuali responsabilità.

I soccorsi

Sul posto sono intervenuti elisoccorso, auto infermieristica, ambulanza, vigili del fuoco e forze dell’ordine. I sanitari dell’AREU, tuttavia, non hanno potuto far altro che constatare il decesso dell’uomo, morto sul colpo a causa delle gravissime ferite riportate.

Le ultime tragedie in regione

L’ennesima vittima si aggiunge a una lunga serie di incidenti mortali avvenuti negli ultimi giorni in Lombardia. Mercoledì 18 febbraio Giuseppe Viscardi, 66 anni, è morto a Bonate Sotto schiacciato dal trattore che si è ribaltato in un campo di sua proprietà.
Lunedì 16 febbraio, in provincia di Cremona, ha perso la vita Catalin Moise Robu, operaio edile precipitato da una piattaforma a circa dieci metri di altezza. Nella stessa giornata, a Visano (Bresciano), un uomo di 80 anni è morto cadendo da una scala durante lavori di ristrutturazione di un fienile.

Un bilancio sempre più pesante

Il 2025 si è chiuso con 164 morti sul lavoro in Lombardia. Il numero più alto di vittime si registra nel Milanese (49), seguito dalle province di Brescia (30) e Bergamo (22). Rispetto al 2024, gli infortuni mortali risultano in aumento in diverse aree della regione, tra cui Milano, Bergamo, Como e Cremona, mentre calano in altre province, con Pavia e Monza che hanno quasi dimezzato il dato.

I settori più colpiti

A pagare il prezzo più alto continuano a essere le costruzioni e il comparto trasporto e magazzinaggio, seguiti dal settore del commercio e della riparazione di autoveicoli e motoveicoli, confermando una criticità strutturale che continua a interrogare istituzioni e mondo del lavoro.