Arese (MI), febbraio 2026
– I carabinieri della stazione di Arese hanno arrestato un uomo di 39 anni, residente in città, con l’accusa di maltrattamenti nei confronti della compagna, aggravati dal fatto che l’uomo avrebbe agito per possesso, dominio e limitazione della libertà della donna.

Il GIP di Milano, Marta Pollicino, ha applicato per la prima volta il comma 6 dell’articolo 572 del codice penale, che prevede un aumento della pena quando i maltrattamenti sono commessi come atto di controllo e limitazione delle libertà individuali della vittima.

Le indagini sono iniziate lo scorso 27 gennaio, dopo la denuncia di scomparsa presentata a Bresso dalla madre della vittima, preoccupata perché non aveva notizie della figlia da diversi giorni. La donna, di 39 anni, ha inizialmente minimizzato gli episodi, ma solo alla terza convocazione in caserma ha trovato il coraggio di raccontare integralmente le vessazioni subite e formalizzare la denuncia.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, la relazione era iniziata a ottobre e i due convivevano ad Arese. La donna ha raccontato episodi di ossessiva gelosia, insulti, minacce, aggressioni verbali e fisiche, appropriazione del cellulare, invio di messaggi offensivi a colleghi di lavoro, imposizione di modifiche nella sua vita quotidiana, costringendola a lasciare il lavoro e allontanarsi da familiari e amici. Tra le aggressioni fisiche, un colpo con una lampada le avrebbe procurato una ferita al naso, mentre in un’altra occasione sarebbe stata gettata a terra, sbattuta al muro e minacciata con una pistola softair.

Dopo la denuncia, la donna ha lasciato l’abitazione e si è trasferita dalla madre. Era prevista l’attivazione del dispositivo di protezione “Mobile Angel”, ma non è stato necessario: il 5 febbraio l’uomo è stato raggiunto dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere ed è stato portato al Carcere di San Vittore, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Il provvedimento scaturisce dall’attività investigativa della Procura di Milano, che ha evidenziato una pericolosa escalation di violenza. L’indagato, con precedenti per droga, era già stato denunciato per maltrattamenti da una ex fidanzata.