Lodi - Cinque persone sono state arrestate questa mattina a Sant’Angelo Lodigiano nell’ambito dell’operazione “RAID”, condotta dai Carabinieri e coordinata dalla Procura della Repubblica di Lodi, per furti aggravati con esplosivi ai danni di sportelli ATM e violazioni della legge sulle armi.

L’operazione

L’intervento ha visto coinvolti numerosi reparti specializzati: il Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Lodi, le Compagnie di Lodi e Codogno, il 2° Nucleo Elicotteri di Orio al Serio, il Nucleo Cinofili di Ghedi, l’Aliquota di Primo Intervento di Brescia e il Nucleo Artificieri Antisabotaggio di Milano. Le misure cautelari personali sono state emesse dal G.I.P. del Tribunale di Lodi su richiesta della Procura.

L’indagine, avviata nell’estate 2025, ha ricostruito una serie di assalti compiuti in Lodi e Pavia, grazie a attività tecniche e servizi di prevenzione che hanno permesso di sventare altri colpi e di sequestrare ordigni esplosivi pronti all’uso.

Il modus operandi: la “marmotta”

Il gruppo criminale si era specializzato nella cosiddetta tecnica della “marmotta”, che consiste nell’inserire ordigni artigianali ad alto potenziale esplosivo nelle fessure degli sportelli bancomat. L’esplosione apriva le casseforti e provocava danni significativi agli edifici che ospitavano i dispositivi.

Gli investigatori hanno rilevato elevata professionalità e pianificazione nell’organizzazione dei furti: gli spostamenti avvenivano con auto rubate, mentre l’uso degli esplosivi richiedeva competenze specifiche.

Esito e prosecuzione

Al termine delle formalità, i cinque indagati sono stati rinchiusi nella Casa Circondariale di Lodi. Le autorità hanno sottolineato che gli arrestati restano presunti innocenti fino a sentenza definitiva.

L’operazione rappresenta un importante successo investigativo nella lotta contro i furti con esplosivi e la criminalità organizzata locale.