Luino (Va), 10 febbraio 2026
– Nei giorni scorsi i Finanzieri della Compagnia di Luino hanno concluso una serie di controlli sul corretto utilizzo del Reddito di Cittadinanza, introdotto dal Governo Conte nel 2019 per sostenere le famiglie in difficoltà durante la pandemia da Covid-19.

L’attività ha portato alla denuncia di nove persone, residenti nell’Alto Varesotto, per indebite percezioni complessive superiori a 175.000 euro. I denunciati, tra il 2019 e il 2026, avevano presentato istanza per ottenere il contributo destinato a integrare il reddito familiare e a sostenere le spese per l’abitazione principale.

I controlli hanno previsto incroci di dati tra quanto dichiarato dai beneficiari nella domanda e le informazioni patrimoniali riportate nella Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) all’INPS. In tutti i casi analizzati, i finanzieri hanno riscontrato false dichiarazioni che avrebbero permesso ai soggetti di ottenere somme a cui non avevano diritto.

Le irregolarità sono state segnalate alla Procura della Repubblica di Varese per gli aspetti penali e alla Direzione Provinciale dell’INPS, che avvierà le procedure di decadenza, revoca e recupero dei contributi erogati.

La normativa vigente prevede pene da 2 a 6 anni di reclusione se il beneficio è ottenuto con dichiarazioni o documenti falsi, oppure omettendo informazioni dovute. Nel caso in cui, dopo aver ricevuto il Reddito di Cittadinanza, non vengano comunicati cambiamenti rilevanti (nuovo lavoro, aumento del reddito, variazione patrimoniale) che avrebbero ridotto o fatto perdere il diritto, la pena prevista va da 1 a 3 anni di reclusione.