Roma, 17 febbraio 2026
– Nuovo capitolo nella vicenda giudiziaria legata all’omicidio di Carol Maltesi, la giovane originaria di Sesto Calende uccisa nel gennaio 2022 in un appartamento di Rescaldina da Davide Fontana, che successivamente occultò il corpo in una scarpata nel Bresciano nel tentativo di depistare le indagini.

Fontana era stato condannato all’ergastolo in Appello, ma la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza dello scorso maggio accogliendo il ricorso presentato dalla difesa a novembre. La richiesta dei legali mira a far cadere l’aggravante della premeditazione: qualora venisse esclusa, la pena potrebbe essere ridotta dall’ergastolo a trent’anni di reclusione.

Un delitto che sconvolse l’opinione pubblica

La vicenda suscitò profondo sconcerto per l’efferatezza del delitto e per i tentativi di occultamento successivi. Maltesi fu uccisa a martellate da Fontana, bancario che collaborava con lei come videomaker nella realizzazione di contenuti hard: la giovane aveva intrapreso la carriera nel porno online con lo pseudonimo di Charlotte Angie.

Dopo l’omicidio, Fontana utilizzò il cellulare della vittima per rispondere ai messaggi e simulare che fosse ancora viva, nel tentativo di sviare i sospetti. Cercò inizialmente di far sparire il corpo a Vararo, località montana di Cittiglio, ma fallito il primo tentativo si spostò in Val Camonica, dove gettò i resti in un burrone.

Il corpo venne ritrovato e, grazie a un’inchiesta giornalistica condotta da Andrea Tortelli, fu identificato come quello della giovane. Gli investigatori risalirono così a Fontana, che confessò il delitto il 30 marzo 2022, a due mesi dai fatti.

Con l’annullamento della sentenza d’Appello, il procedimento dovrà ora tornare davanti ai giudici per un nuovo esame limitato alla contestata aggravante della premeditazione.