Vittorio Zanoni: ''Lo sport abbatte ogni barriera''
Originario di Cantù, tra un mese compirà 70 anni e ha già all’attivo una quindicina di gare ufficiali internazionali. La storia di Vittorio ...
Originario di Cantù, tra un mese compirà 70 anni e ha già all’attivo una quindicina di gare ufficiali internazionali. La storia di Vittorio Zanoni inizia nel 2001, quando, insieme a un gruppo di amici tra i 40 e i 50 anni, tutti appassionati di nuoto in acque libere, decide quasi per scommessa di tuffarsi nel lago di Montorfano (Como) la vigilia di Natale. Il lago era coperto da 8-10 cm di ghiaccio: armati di mazze e rastrelli, aprirono un varco per poter nuotare in acqua a circa 2,5 °C. Quell’esperienza, nata come gesto goliardico, si trasformò in un appuntamento costante per 4-5 anni, fino a diventare un rituale settimanale che li portò a esplorare anche i laghi limitrofi.
Negli anni hanno affrontato nuotate impegnative come il giro delle Isole Borromee, traversate sui canali lombardi e immersioni in contesti estremi come il ghiacciaio Fellaria e i laghi della Cassandra, arrivando a nuotare in nove laghi sopra i 2500 mt in tre giorni trascorsi in Val Grosina. L’incontro decisivo avviene intorno al 2014 con Paolo Chiarino, che li introduce nel circuito delle competizioni ufficiali di Ice Swimming.
La prima gara per Vittorio è nel 2015 a Tallinn, in Estonia, con acqua a 0,8 °C. Da lì seguono competizioni in Germania, nella Moldova a Praga, Austria, Francia, lago di Bled in Slovenia e Romania. Inizia con distanze di 50 e 100 metri, per poi arrivare fino a 450 e 700 metri, quasi sempre in stile libero. Oggi si allena quotidianamente nel lago di Montorfano. Descrive l’ingresso in acqua come un momento difficile, ma racconta che, una volta terminata la nuotata, prevale un’intensa sensazione di euforia e benessere.
La tua prima gara internazionale è stata nel 2016 a Tallinn. Che ricordo hai di quel momento?
Un battesimo" incredibile, passare dal non aver mai gareggiato nemmeno in acque "normali" al ritrovarsi a Tallinnper una competizione internazionale in acque a meno di un grado, è stato davvero un salto nel vuoto (o meglio, nel ghiaccio) definitivo. Ricordo di aver imparato a memoria le procedure di partenza “Into the water please” è il punto di non ritorno, "Take your marks” e non vedi l’ora di sentire al più presto la sirena della partenza e poi c’è l’adrenalina che ti aiuta a sopportare tutto
Cosa hai imparato confrontandoti con atleti di Paesi diversi?
Che lo sport abbatte ogni barriera. È un percorso di crescita personale che inizia con l’orgoglio della sfilata iniziale con le bandiere nazionali alla tensione degli sguardi prima della partenza, nonostante i paesi diversi si è tutti uniti dalla stessa determinazione e dalla stessa identica paura di fallire.
C’è una gara all’estero che consideri particolarmente significativa per la tua crescita?
Burghausen ha un posto speciale nei miei ricordi. Non capita tutti i giorni di gareggiare di sera in un lago ghiacciato circondati dalla storiaproprio ai piedi del castello più lungo del mondo tutto illuminato, il contrasto tra il buio, l’acqua gelida e le luci soffuse delle mura è stata un’esperienza quasi surreale
Qual è stato il traguardo che ti ha dato maggiore soddisfazione finora?
Più dei podi internazionali, ricordo con orgoglio la gara nella Moldova a Praga. È stato un percorso di pura adrenalina: dalla camminata a piedi nudi nella neve per arrivare alla partenza, fino ai 200 metri finali sul ghiaccio dopo la nuotata prima di arrivare agli spogliato. È stato un test di pura sopravvivenza, la vera vittoria in questo sport inizia prima del tuffo e finisce molto dopo l’arrivo.
Come è nata la tua passione per l’Ice Swimming e cosa ti spinge ancora oggi a tuffarti nel lago di Montorfano ogni settimana? Che rapporto hai con i compagni con cui hai condiviso le prime “pazzie” nel lago di Montorfano?
È nata per scommessa, come un gioco tra amici, ma oggi quello che mi spinge a tuffarmi ogni settimana nel lago di Montorfano è il puro piacere della condivisione. Con i compagni delle prime 'pazzie' ho un rapporto speciale: alcuni si sono persi per strada, pur rimanendo in ottimi rapporti, altri si sono aggiunti nel tempo. La loro presenza in acqua è un conforto fondamentale, specialmente quando i minuti passano e nuotiamo a temperature che per molti sembrano impossibili.

