Roma – Il tribunale per i minorenni dell’Aquila ha disposto l’allontanamento di Catherine Trevallion, moglie di Nathan, dalla struttura protetta in cui si trovava insieme ai tre figli della cosiddetta “famiglia del bosco”, stabilendo contestualmente la separazione dei minori.

La notizia è stata confermata dall’avvocato della famiglia, Marco Femminella, all’ingresso della casa famiglia dove è iniziata la perizia psicologica sui bambini. Secondo il legale, «c’è un’ordinanza di un tribunale che, in pieno svolgimento della consulenza, ha deciso di allontanare i bambini e separare la madre».

Nel provvedimento, che riporta le osservazioni degli educatori della struttura, si legge che Catherine Trevallion sarebbe «spesso ostile e squalificante», deridendo i tentativi di dialogo e le spiegazioni degli operatori. La donna, secondo quanto riportato, non si fiderebbe di nessuno, condizionando i bambini, che – a suo dire – sarebbero arrabbiati con tutti perché desiderano tornare a casa. I giudici hanno aggiunto che la «persistente e costante presenza materna è gravemente ostativa agli interventi programmati e pregiudizievole per l’equilibrio emotivo e l’educazione dei minori».

La decisione ha suscitato reazioni di forte preoccupazione tra i consulenti della famiglia. La psicologa Marina Aiello, componente del team dei periti, ha definito la misura «una decisione che ci terrorizza», sottolineando come si tratti di «uno sconvolgimento che ha fatto un’escalation di gravità enorme e assurda».

Sulla vicenda è intervenuta anche l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza. La garante Marina Terragni ha espresso contrarietà al trasferimento dei minori senza la madre e ha chiesto la sospensione della decisione in attesa di «un ulteriore approfondimento medico indipendente» per valutare le possibili conseguenze della separazione sulla salute dei bambini.

Il caso ha sollevato anche l’attenzione politica: la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha commentato la vicenda definendola «una decisione che infligge ai bambini un ulteriore, pesantissimo trauma» e parlando di «un’assurda concatenazione di decisioni dal chiaro tenore ideologico».