Pavia - Una presunta organizzazione radicalizzata, attiva esclusivamente online ma ritenuta pronta a trasformarsi in azioni violente nel mondo reale, è stata al centro di un’operazione della Polizia di Stato che ha portato all’arresto di un 19enne residente a Pavia e a 15 perquisizioni in diverse province italiane.

L’operazione, condotta dalla Digos di Milano e coordinata dalla Procura ordinaria e da quella per i minorenni, ha interessato un network esteso da Torino a Salerno, coinvolgendo anche numerosi giovanissimi.

La rete e il gruppo “Chat Terza Posizione”

Al centro delle indagini una struttura digitale organizzata su piattaforme di messaggistica istantanea, in particolare Telegram, dove il gruppo denominato “Chat Terza Posizione” avrebbe diffuso contenuti di propaganda razzista, antisemita ed eversiva.

Secondo gli inquirenti, il 19enne arrestato avrebbe avuto un ruolo di promotore e coordinatore del sodalizio, accusato di istigazione alla discriminazione razziale, etnica e religiosa. All’interno delle chat circolavano anche materiali sull’uso di esplosivi e contenuti di esaltazione della violenza politica.

Il manifesto e il progetto degli “Squadroni d’Azione”

Tra gli elementi acquisiti dagli investigatori figura anche un documento definito “Manifesto della Terza Posizione”, articolato in più punti e contenente riferimenti a teorie complottiste e propositi considerati eversivi.

Il gruppo avrebbe inoltre discusso la formazione di presunti “Squadroni d’Azione Rivoluzionaria”, presentati come strutture pronte a passare dalla propaganda online ad azioni fisiche sul territorio.

La matrice ideologica e i riferimenti estremisti

Gli investigatori segnalano una commistione di ideologie estremiste, con richiami sia all’estrema destra suprematista sia a modelli di terrorismo internazionale, fenomeno definito in alcune analisi come “ibridazione ideologica”.

Nelle conversazioni venivano citati autori di attentati di massa come figure di riferimento, in un contesto di progressiva radicalizzazione digitale.

Minorenni coinvolti e perquisizioni in tutta Italia

L’operazione ha interessato diverse province italiane, tra cui Milano, Torino, Roma, Cagliari, Caserta e Salerno. Dei 15 soggetti perquisiti, nove risultano minorenni.

In alcune chat emergerebbe anche un ulteriore gruppo denominato “Nuova Italia”, strutturato con ruoli interni autoproclamati. In un’altra perquisizione, a Pescara, gli investigatori hanno individuato un 22enne che avrebbe mostrato armi sui social.

L’allarme degli investigatori

Secondo la Polizia, l’attività di monitoraggio online ha evidenziato una crescita di gruppi di matrice neofascista e neonazista che utilizzano il web come principale strumento di reclutamento e radicalizzazione, con particolare attenzione a soggetti molto giovani.

Un fenomeno già osservato in precedenti indagini, che conferma — secondo gli investigatori — la capacità delle reti digitali di accelerare processi di radicalizzazione e di collegare realtà locali a circuiti internazionali di propaganda estremista.