Milano - Il caso relativo alla richiesta di grazia per Nicole Minetti si arricchisce di nuovi sviluppi e assume una dimensione istituzionale sempre più complessa.

Il Quirinale ha inviato una lettera al Ministero della Giustizia chiedendo chiarimenti su possibili “falsità” emerse nell’istruttoria che ha portato al provvedimento di clemenza, con particolare riferimento alla motivazione legata alla presenza e alle condizioni di salute di un figlio adottivo all’estero.

Secondo alcune verifiche sanitarie, non risulterebbe traccia del minore nei database del San Raffaele di Milano, circostanza che avrebbe sollevato ulteriori dubbi sulla ricostruzione iniziale del caso. Parallelamente, ambienti giudiziari milanesi riferiscono che la Procura Generale di Milano potrebbe valutare la trasmissione degli atti alla Procura ordinaria qualora emergessero incongruenze nelle informazioni fornite.

Nel frattempo, la Procura Generale ha attivato accertamenti internazionali tramite Interpol, estendendo le verifiche anche all’estero, con richieste di documentazione su persone coinvolte e su eventuali procedimenti collegati in Uruguay. Le autorità giudiziarie sottolineano la necessità di chiarire integralmente i fatti oggetto dell’inchiesta.

La Procura Generale di Milano, tramite la procuratrice Francesca Nanni e il sostituto procuratore Gaetano Brusa, ha ribadito la correttezza degli atti istruttori svolti, affermando che le verifiche sono state condotte su delega ministeriale e ritenute idonee anche ai fini delle valutazioni istituzionali.

Nicole Minetti respinge le contestazioni, definendo le ricostruzioni “false e gravemente lesive della reputazione” e ribadendo la correttezza del proprio percorso personale e legale relativo all’adozione e alle cure del minore all’estero.