(Ph Marco Borggreve)

Milano si prepara a due serate di grande musica con l’Orchestra Sinfonica di Milano, che venerdì 10 aprile alle 20 e domenica 12 aprile alle 16 accoglie per la prima volta sul podio il direttore e pianista Sunwook Kim. Un doppio debutto che lo vede protagonista anche come solista nel Concerto per pianoforte e orchestra n. 4 di Ludwig van Beethoven, accanto alla suite sinfonica Sheherazade di Nikolaj Rimskij-Korsakov.

Accanto al direttore-pianista, ci sarà Luca Santaniello - spalla dei violini primi della Sinfonica di Milano - come solista nella partitura russa, chiamato a dare voce a Sheherazade, narratrice simbolica delle celebri Mille e una notte.

Applaudito da “The Guardian” per la sua tecnica e la straordinaria ampiezza di colori musicali che può trarre dalle partiture musicali, Sunwook Kim è giunto alle cronache per aver vinto a soli 18 anni, nel 2006, il prestigioso Leeds International Piano Competition, diventando così il più giovane pianista vincitore del Premio e il primo di origine asiatica. Nato in Corea del Sud, Sunwook Kim ha sviluppato una carriera internazionale che lo ha portato su palcoscenici prestigiosi in Europa, Asia e America, collaborando con orchestre come la Mariinsky Orchestra e la Royal Philharmonic Orchestra. Vincitore di concorsi internazionali di rilievo, tra cui il Chopin Piano Competition e il Busoni International Piano Competition.

Il programma mette in dialogo due mondi espressivi: da un lato il classicismo viennese di Beethoven, con una scrittura elegante e profondamente lirica; dall’altro la ricchezza timbrica e immaginifica del sinfonismo russo.

Il Quarto Concerto per pianoforte rappresenta uno dei vertici della produzione beethoveniana e segna una svolta nel rapporto tra solista e orchestra: è infatti il pianoforte ad aprire l’opera, in modo intimo e quasi improvvisativo, rovesciando la consuetudine dell’epoca. L’intero lavoro si sviluppa come un dialogo serrato e poetico, in cui momenti di lirismo si alternano a tensioni drammatiche. Particolarmente originale è il secondo movimento, in cui Beethoven esplora il conflitto tra solista e orchestra. La frase ritmica degli archi, aggressiva e potente, entra in dialogo con il pianoforte, che risponde in toni raccolti e quasi corali in un’intensa atmosfera di preghiera interiore. La soluzione del contrasto è sorprendente: a prevalere non è la forza orchestrale, ma il “principio supplichevole” del pianoforte, che poco a poco placa le tensioni come un canto di Orfeo che doma le Furie. L’uscita nel Rondò finale conferma questa visione poetica, con un ritmo leggero e fluido, in cui legni e altri strumenti solisti dialogano con il pianoforte secondo una delicatezza più tipica della musica da camera che della grande forma concertante.

La seconda parte del programma conduce invece in un universo narrativo e sonoro completamente diverso. Composta nel 1888, Sheherazade nasce – come racconta Nikolaj Rimskij-Korsakov – da una successione di episodi ispirati a racconti orientali: il mare e il viaggio di Sinbad, le avventure del principe Kalender, una festa a Baghdad, fino al naufragio finale. Più che una narrazione lineare, la suite si presenta come un intreccio di immagini musicali, un fluire continuo di motivi che si trasformano e riappaiono sotto luci diverse.

Elemento unificante è la presenza del violino solista, che rappresenta Sheherazade nell’atto di raccontare: una linea musicale che attraversa l’intera composizione, suggerendo più che descrivendo, e che trova in Luca Santaniello un interprete capace di coniugare virtuosismo e intensità espressiva.

Lo stesso compositore sottolineava come i temi della suite non siano legati rigidamente a personaggi o situazioni, ma costituiscano materiali musicali liberi, capaci di intrecciarsi e assumere significati diversi. L’obiettivo non era guidare l’ascoltatore in un racconto preciso, ma evocare un’atmosfera, lasciando spazio all’immaginazione. In questo risiede la forza della partitura: un caleidoscopio sonoro di straordinaria ricchezza, che segna uno dei vertici dell’arte orchestrale di Rimskij-Korsakov.


Biglietti:

Stagione sinfonica da 15 € a 40 €

I biglietti sono in vendita presso la biglietteria dell’Auditorium di Milano, oppure online su Vivaticket.

Orari biglietteria Auditorium di Milano: Martedì-Domenica, 12 – 19.

Recapiti: T. 02 83389.401, e-mail: biglietteria@sinfonicadimilano.org