Milano - È morto Gianni Cervetti, storico esponente del Partito Comunista Italiano e successivamente del Pds, figura centrale della politica milanese e nazionale del secondo Novecento. Aveva quasi 93 anni: sarebbe nato nel 1933 e li avrebbe compiuti a settembre.

A ricordarlo, tra gli altri, Ambra Redaelli, presidente dell’Orchestra Sinfonica di Milano, che ha parlato di un vuoto “incolmabile” per chi ha avuto modo di conoscerlo e lavorare con lui. Anche il sindaco di Milano Beppe Sala ha espresso cordoglio definendolo “milanese, comunista, galantuomo”, sottolineandone il ruolo nella storia della città e del Paese.

Figura di primo piano della sinistra italiana, Cervetti è stato segretario milanese e provinciale del Pci tra il 1969 e il 1975, poi responsabile organizzativo nazionale dal 1975 al 1979 e segretario lombardo dal 1980 al 1984. In seguito ha proseguito l’attività parlamentare come deputato e poi europarlamentare fino al 1994.

Accanto all’impegno politico, ha avuto un ruolo significativo anche nel mondo culturale e accademico. È stato tra i fondatori dell’Orchestra Verdi, oggi Orchestra Sinfonica di Milano, di cui è stato presidente emerito, oltre a guidare diverse istituzioni culturali come la Fondazione ISEC e la Fondazione Corrente. Ha ricoperto anche incarichi presso l’Università Statale di Milano e altre realtà associative legate alla cultura e ai rapporti internazionali.

La sua formazione economica si era sviluppata a Mosca, dove aveva studiato e dove aveva conosciuto la moglie Franca Canuti, con cui ha condiviso una lunga vita. Nel 2021 il Comune di Milano gli aveva conferito l’Ambrogino d’Oro per il suo contributo alla città.

Tra le sue pubblicazioni figura anche “L’oro di Mosca”, dedicato ai rapporti finanziari tra Pci e Pcus, testo che contribuì al dibattito storico e politico su una fase complessa della storia del comunismo italiano.