Pavia - A circa venti giorni dalla notifica della nuova iscrizione nel registro degli indagati per l’omicidio di Chiara Poggi, e pochi giorni dopo la diffusione della notizia sui media, Andrea Sempio avrebbe mostrato esitazione nel rispondere a una domanda sul proprio alibi relativo alla mattina del 13 agosto 2007.

Il particolare è riportato in una delle annotazioni depositate dai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano nell’ambito della chiusura dell’inchiesta della Procura di Pavia per omicidio volontario aggravato.

Secondo investigatori e inquirenti, il presunto falso alibi dello scontrino – relativo a un acquisto effettuato a Vigevano la mattina del delitto – sarebbe un “racconto chiuso all’interno delle dichiarazioni dello stretto nucleo familiare”, nel quale la versione di Sempio “si alimenta e trova sponda” in quelle dei genitori.

Nell’annotazione viene richiamata un’intervista del 17 marzo 2025, pochi giorni dopo la diffusione della notizia della nuova iscrizione nel registro degli indagati. Durante il colloquio, captato anche tramite microspie installate nell’auto del 38enne, una giornalista avrebbe chiesto: “Il tuo alibi sarebbe invece?”.

Secondo i carabinieri, Sempio avrebbe mostrato “imbarazzo” e “indecisione”, restando inizialmente in silenzio. Solo dopo l’intervento della cronista, che avrebbe suggerito “di essere stato con tuo papà”, l’uomo avrebbe risposto: “Il mio unico alibi è che io ero… ero a casa con mio padre… e poi semplicemente a un certo punto sono uscito…”.

Per gli investigatori, il passaggio sarebbe “suggestivo” perché la risposta non sarebbe arrivata in modo immediato e diretto, ma dopo il suggerimento della giornalista.