Pavia - Si avvia verso la fase conclusiva il nuovo filone investigativo sull’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia a Garlasco, in provincia di Pavia.

Ieri, 6 maggio 2026, la Procura di Pavia ha interrogato Andrea Sempio, unico indagato nel nuovo sviluppo dell’inchiesta. L’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere durante un interrogatorio durato circa tre ore, nel corso del quale gli inquirenti gli avrebbero mostrato una serie di elementi ritenuti rilevanti.

Le intercettazioni al centro dell’inchiesta

Secondo quanto trapela, tra i materiali analizzati vi sarebbero intercettazioni ambientali e conversazioni registrate in cui Sempio, parlando da solo in auto, farebbe riferimento alla vittima, a presunti contenuti digitali e a una telefonata intercorsa nei giorni precedenti al delitto.

Gli inquirenti ritengono che tali elementi possano essere significativi nella ricostruzione del contesto relazionale precedente all’omicidio.

La nuova ipotesi investigativa

Il nuovo fascicolo, aperto nel 2025, propone una lettura alternativa rispetto alla sentenza definitiva che ha portato alla condanna di Alberto Stasi, ex fidanzato della vittima, oggi detenuto.

Secondo questa nuova ipotesi, Sempio avrebbe frequentato la casa della famiglia Poggi insieme al fratello della vittima e ad altri amici, avendo accesso anche agli ambienti domestici e ai dispositivi informatici.

Gli elementi sotto analisi

Tra i principali elementi oggetto di valutazione da parte della Procura figurerebbero:

  • tracce genetiche rinvenute sotto le unghie della vittima
  • la cosiddetta “impronta 33”, attribuita dagli investigatori a Sempio
  • intercettazioni ambientali e telefoniche raccolte nel corso delle nuove indagini

L’ipotesi sul movente

Nel quadro investigativo delineato, gli inquirenti stanno valutando l’ipotesi che il delitto possa essere maturato dopo un tentativo di approccio respinto dalla vittima nei giorni precedenti all’omicidio.

Fase conclusiva dell’indagine

La Procura di Pavia, che coordina l’inchiesta, si trova ora in una fase avanzata del lavoro investigativo. Restano tuttavia da completare alcune verifiche tecniche e consulenze scientifiche prima di una possibile chiusura del fascicolo.

Il caso, a quasi vent’anni dai fatti, continua quindi a essere oggetto di approfondimenti giudiziari e nuove analisi investigative.