Garlasco, Sempio intercettato: "Quando sono andato io... il sangue c'era"
Pavia - Nel corso delle nuove attività investigative sul delitto di Garlasco, avvenuto il 13 agosto 2007, emergono elementi che stanno alim...
Pavia - Nel corso delle nuove attività investigative sul delitto di Garlasco, avvenuto il 13 agosto 2007, emergono elementi che stanno alimentando un rinnovato confronto tra le diverse ricostruzioni processuali già emerse negli anni.
In particolare, secondo quanto riportato da intercettazioni ambientali del 12 maggio 2025, Andrea Sempio — oggi indagato nell’ambito di un nuovo filone d’indagine della Procura di Pavia — avrebbe pronunciato alcune riflessioni durante un colloquio solitario, riferendosi alla scena del crimine e alle dinamiche del ritrovamento del corpo di Chiara Poggi. Le frasi, acquisite agli atti, sono ora al vaglio degli inquirenti per la loro possibile rilevanza investigativa.
Nel corso dello stesso passaggio, Sempio avrebbe inoltre commentato alcuni aspetti già oggetto delle precedenti sentenze che hanno portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi, soffermandosi in particolare sulla presenza o meno di tracce ematiche nella villetta di via Pascoli ("...quando sono andato io... il sangue c'era") e sulle ricostruzioni relative ai movimenti dell’allora imputato.
Parallelamente, una nuova informativa del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Milano — citata negli atti dell’indagine — mette in discussione alcune delle valutazioni utilizzate nei precedenti procedimenti. Nel documento, gli investigatori evidenzierebbero presunte criticità e contraddizioni nella costruzione dell’impianto accusatorio che ha portato alla condanna di Stasi, sottolineando la necessità di una rilettura complessiva degli elementi scientifici e indiziari alla luce delle nuove acquisizioni.
Tra i punti oggetto di analisi figura anche la valutazione dello stato delle tracce ematiche rinvenute sulla scena del crimine, tema che continua a rappresentare uno dei nodi centrali del caso.
Le nuove intercettazioni e gli approfondimenti tecnici si inseriscono quindi in un quadro investigativo ancora in evoluzione, nel quale la Procura sta verificando la tenuta delle diverse ipotesi ricostruttive.
Al momento non risultano decisioni giudiziarie definitive sui nuovi elementi emersi, mentre gli accertamenti proseguono per chiarire eventuali responsabilità e ricostruire con maggiore precisione la dinamica dei fatti.
Il caso Garlasco, a distanza di quasi vent’anni, continua così a essere oggetto di approfondimenti e nuove valutazioni, confermandosi uno dei procedimenti giudiziari più complessi e discussi della cronaca italiana recente.
