Milano - L’inchiesta della Procura di Milano sul sistema arbitrale italiano registra una nuova e significativa accelerazione dopo le dichiarazioni rese da due figure chiave del mondo Var, Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo. I due, ascoltati tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025 dal pubblico ministero Maurizio Ascione e dalla Guardia di Finanza, avrebbero fornito elementi ritenuti rilevanti dagli inquirenti, contribuendo all’estensione del fascicolo investigativo.

L’indagine, nata da un esposto di un legale veronese relativo alla partita Inter-Verona (2024), si concentra su presunte irregolarità legate alla gestione delle designazioni arbitrali e all’utilizzo del sistema Var.

Dalle intercettazioni ai vertici arbitrali

Secondo quanto emerge dagli atti, le intercettazioni raccolte e le testimonianze acquisite avrebbero portato gli inquirenti a contestare ulteriori episodi ritenuti sospetti. Nasca e Di Vuolo risultano indagati per concorso in frode sportiva in relazione a quell’incontro, segnato da un episodio di gioco particolarmente discusso.

A partire dalle loro dichiarazioni, l’indagine avrebbe compiuto un salto di livello, arrivando a coinvolgere anche figure apicali dell’organizzazione arbitrale.

Inviti a comparire e autosospensioni

Il 25 aprile sono stati notificati inviti a comparire all’ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi e al supervisore Var Andrea Gervasoni. Entrambi, secondo quanto riferito, si sarebbero nel frattempo autosospesi dalle rispettive funzioni.

Gli inquirenti stanno inoltre valutando ulteriori presunte anomalie legate a designazioni arbitrali in gare della passata stagione, ipotizzando possibili condizionamenti nella gestione degli arbitraggi.

Ascoltati anche dirigenti di club

Nell’ambito dell’inchiesta è stato ascoltato anche Giorgio Schenone, club referee manager dell’Inter, sentito dal pubblico ministero Ascione in merito a specifici episodi oggetto di approfondimento.

Nuove audizioni in arrivo

Le attività investigative, secondo quanto trapela, sono destinate a proseguire nelle prossime settimane con ulteriori audizioni di testimoni legati al mondo del calcio professionistico. Non si esclude che, in una fase successiva, possano essere convocati anche dirigenti di club o responsabili federali.

L’indagine resta dunque aperta e in evoluzione, con l’obiettivo degli inquirenti di chiarire eventuali anomalie nella gestione del sistema arbitrale e delle tecnologie di supporto alle decisioni di campo.