Milano, borseggiano una madre con neonato: arrestati tre colombiani. Il telefono “riappare” in Questura
Milano - Una madre con un neonato di cinque mesi in carrozzina, tre borseggiatori professionisti e un cellulare sotterrato avvolto nella car...
Milano - Una madre con un neonato di cinque mesi in carrozzina, tre borseggiatori professionisti e un cellulare sotterrato avvolto nella carta argentata. È la sequenza di un furto finito nel modo più imprevedibile possibile a Milano, nei pressi di una fermata del trasporto pubblico, con l’arresto di tre cittadini colombiani da parte della Squadra Mobile.
I fermati sono due uomini di 53 e 33 anni e una donna di 25 anni, tutti accusati di borseggio aggravato. L’episodio si è consumato nel pomeriggio di ieri ed è stato ricostruito dagli investigatori come una tipica azione predatoria in contesto urbano, mirata a una vittima ritenuta vulnerabile.
Il colpo studiato nei dettagli
La vittima, una donna di 42 anni, si trovava con il figlio piccolo in carrozzina quando, secondo gli inquirenti, è stata affiancata dal gruppo. In pochi secondi il cellulare sarebbe stato sottratto senza che la donna si accorgesse immediatamente di nulla.
Solo una volta rientrata a casa la 42enne ha scoperto il furto e ha provato a rintracciare il dispositivo tramite geolocalizzazione.
Il tentativo di “nascondere” il telefono
A rendere il caso particolarmente insolito è quanto accaduto dopo il colpo. I tre indagati, consapevoli della possibilità di tracciamento degli smartphone, avrebbero avvolto il telefono in carta argentata e lo avrebbero sotterrato, nel tentativo di schermare il segnale e tornare successivamente a recuperarlo.
Una tecnica rudimentale basata sull’effetto schermante dei materiali metallici, simile a una gabbia di Faraday improvvisata, che però non ha impedito alle forze dell’ordine di ricostruire rapidamente la situazione.
Il segnale porta in Questura
Quando la vittima ha attivato la localizzazione da un altro dispositivo, il segnale del telefono ha indicato una posizione sorprendente: via Fatebenefratelli, sede della Questura di Milano.
In realtà, gli agenti della Squadra Mobile, in borghese, avevano già intercettato e fermato i tre sospetti poco dopo il borseggio, recuperando anche il dispositivo prima che potesse essere dissotterrato.
Arresti e refurtiva restituita
Il cellulare è stato restituito alla legittima proprietaria, mentre i tre presunti borseggiatori sono stati arrestati e messi a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Un episodio che, secondo gli investigatori, conferma da un lato la professionalità delle bande dedite ai furti in strada, dall’altro l’efficacia delle attività di controllo e pedinamento messe in campo dalla Polizia di Stato nei contesti urbani più esposti a questo tipo di reati.
