‘Ndrangheta tra Como e Brianza, chieste condanne fino a 15 anni nel processo della Dda
Monza - Nell’aula del Tribunale di Monza, le pm della Direzione distrettuale antimafia di Milano, Paola Biondolillo e Sara Ombra, hanno form...
Monza - Nell’aula del Tribunale di Monza, le pm della Direzione distrettuale antimafia di Milano, Paola Biondolillo e Sara Ombra, hanno formulato le richieste di condanna nel processo sulla presunta rete di ’ndrangheta radicata tra il Comasco e la Brianza. Sei le condanne sollecitate, con pene fino a 15 anni di reclusione.
Resta invece sospesa la posizione del principale imputato, Michele Oppedisano, 56 anni, residente a Bosisio Parini, nel Lecchese, già condannato nell’ambito della storica operazione “Infinito” del 2010. Per il presunto boss, ritenuto vicino alla cosca Pesce e affiliato alla locale di Erba, i giudici hanno disposto lo stralcio del procedimento in attesa di una perizia neurologica che dovrà accertare la sua capacità di sostenere il processo.
Secondo l’accusa, l’organizzazione avrebbe gestito attività illecite e controllo del territorio attraverso intimidazioni e minacce. Le indagini, culminate nei blitz del 2021, avrebbero individuato nel “Paper Market” di Correzzana una sorta di base operativa dove si sarebbero svolti incontri e summit del gruppo criminale.
Per la Dda, il procedimento rappresenta il proseguimento ideale dell’inchiesta “Infinito”, mostrando l’evoluzione delle attività della ’ndrangheta al Nord: dalle estorsioni tradizionali al riciclaggio di denaro tramite prestanome e professionisti ritenuti compiacenti.
Nel processo si è costituita parte civile anche l’associazione WikiMafia, enciclopedia digitale dedicata allo studio e alla divulgazione del fenomeno mafioso.
