Pavia - Un foglietto con frasi sconnesse e una parola ben leggibile: “assassino”. È uno degli elementi al centro delle contestazioni mosse dalla Procura di Pavia nell’ambito dell’inchiesta che vede indagato Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi.

Secondo quanto riportato da diversi quotidiani nazionali, il documento sarebbe stato recuperato dai carabinieri all’interno di un sacco della spazzatura che l’indagato avrebbe gettato il 26 febbraio dello scorso anno in un’isola ecologica lontana dalla sua abitazione, nello stesso giorno in cui si era recato in caserma a Voghera per una notifica.

La circostanza è stata richiamata dai pubblici ministeri nel corso dell’interrogatorio del 6 maggio, durato circa tre ore, durante il quale Sempio si è avvalso della facoltà di non rispondere. Durante l’audizione, gli inquirenti gli avrebbero illustrato il contenuto degli atti investigativi e degli elementi raccolti.

All’interno del sacchetto, secondo la ricostruzione contestata all’indagato, sarebbe stato rinvenuto un foglio a quadretti scritto su entrambi i lati. Da un lato conterrebbe appunti relativi a modalità di approccio con le donne; dall’altro, alcune parole frammentarie e di difficile interpretazione, tra cui “da cucina a sala”, “cane”, “colpi da…”, “campanello”, “finestra da fuori” e, in modo chiaro, il termine “assassino”.

Nel corso delle contestazioni, i pm avrebbero inoltre illustrato una ricostruzione investigativa dei fatti, collegando gli appunti a una possibile dinamica maturata nelle ore dell’omicidio.

Parallelamente, emergono anche le dichiarazioni di Marco Poggi, fratello della vittima, ascoltato dagli inquirenti. In merito a un presunto supporto informatico citato nelle intercettazioni, Poggi ha affermato: “L’unica ipotesi, per quanto assurda, è che Sempio possa aver preso una penna USB dalla camera di Chiara e l’abbia portata via”, definendo però la ricostruzione “surreale” e difficilmente plausibile.

Il fratello della vittima ha ribadito di non riuscire a trovare una spiegazione agli elementi emersi, mentre gli investigatori continuano ad approfondire la posizione dell’indagato e il materiale sequestrato.

L’inchiesta prosegue per chiarire il significato degli appunti rinvenuti, il loro eventuale collegamento con il delitto e il movente alla base dell’omicidio di Chiara Poggi.