Milano - In occasione dell’International Clinical Trials’ Day, promosso da AFI insieme alle principali società scientifiche nazionali, Assolombarda ha presentato le prime evidenze del progetto RAIL – Research Act and Innovation in Lombardy, iniziativa nata con l’obiettivo di trasformare la Lombardia in un modello avanzato di governance della ricerca clinica, capace di attrarre investimenti e generare valore economico e sociale.

Secondo quanto emerso, la regione dispone già di un ecosistema d’eccellenza grazie a una rete ospedaliera tra le più avanzate d’Europa, 20 IRCCS e investimenti in ricerca e sviluppo nel settore salute che nel 2025 hanno superato i 640 milioni di euro. Nel 2023, inoltre, il 43% delle sperimentazioni cliniche valutate in Italia è stato condotto proprio in Lombardia.

“La Lombardia ha tutto ciò che serve per essere la capitale europea della ricerca clinica”, ha dichiarato Nicoletta Luppi, sottolineando però come il sistema italiano continui a soffrire ritardi burocratici rispetto ad altri Paesi europei.

Nel triennio 2022-2025, infatti, l’Italia ha arruolato circa 25mila pazienti nei trial multinazionali con l’attivazione di 1.100 studi clinici, numeri inferiori rispetto a Spagna, Francia e Germania. Uno dei principali ostacoli resta la lentezza delle procedure amministrative: secondo Assolombarda, una finestra di arruolamento più lunga di circa 35 giorni comporta una perdita media di 2,5 pazienti al giorno per ciascuno studio.

Il progetto RAIL individua quattro priorità operative per migliorare il sistema. La prima riguarda l’avvio della contrattualistica in parallelo all’iter autorizzativo, così da ridurre i tempi di attivazione degli studi clinici. La seconda punta a estendere l’utilizzo dei template contrattuali standard anche agli studi osservazionali e biologici, che rappresentano circa il 40% del totale. Terzo punto è la trasparenza dei tariffari dei centri clinici, per rendere più rapide e prevedibili le negoziazioni. Infine, particolare attenzione viene posta alla formazione di figure professionali specializzate, come data manager e study manager, considerate oggi insufficienti rispetto alle esigenze del settore.

Secondo uno studio commissionato da EFPIA, l’industria dei trial clinici genera ogni anno nell’Area Economica Europea oltre 21 miliardi di euro di valore aggiunto e sostiene circa 165mila posti di lavoro. In Italia gli investimenti annui nella ricerca clinica sono stimati in circa 750 milioni di euro, con un ritorno economico significativo per il Servizio sanitario nazionale: ogni euro investito produce infatti 2,77 euro di benefici per il sistema sanitario pubblico.