Varese - Guardia di Finanza di Varese, Compagnia di Gaggiolo, ha scoperto un allevamento abusivo a Brusimpiano dove cuccioli di Yorkshire Terrier e Maltese venivano allevati in condizioni igieniche gravemente precarie e poi messi in vendita online come animali di razza, pur senza microchip, vaccinazioni e pedigree.

L’operazione, condotta con il supporto del Dipartimento veterinario di ATS Insubria, ha portato alla denuncia di due donne italiane con l’accusa di maltrattamento e abbandono di animali. In totale sono stati sequestrati e salvati quaranta cani.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, gli animali vivevano in ambienti sporchi, tra feci, urina e rifiuti, in condizioni di evidente denutrizione e con lesioni cutanee, dermatiti e ferite. Particolarmente critica la situazione di dieci cuccioli, trovati ammassati in una sola gabbia troppo piccola per garantirne il benessere.

Dopo il sequestro, i cani sono stati trasferiti al canile sanitario di Cittiglio per le prime cure veterinarie. Successivamente, anche grazie alla collaborazione delle Guardie ecozoofile OIPA, molti cuccioli sono stati affidati a famiglie.

Il sistema scoperto dagli inquirenti avrebbe alimentato un mercato illecito: i cuccioli venivano pubblicizzati su piattaforme online e siti di annunci come animali di razza, creando un’attività commerciale irregolare e redditizia.

Il caso rientra nelle attività di contrasto all’abusivismo commerciale e ai reati contro gli animali. In Italia, il maltrattamento di animali è disciplinato dall’articolo 544-ter del Codice penale, che prevede pene fino a due anni di reclusione o multe fino a 30mila euro, aumentate in caso di morte dell’animale.

Tra le razze coinvolte, lo Yorkshire Terrier e il Maltese sono tra i più richiesti nel mercato degli animali domestici per il loro carattere affettuoso e la taglia ridotta, fattori che li rendono particolarmente esposti al commercio illegale.