Busto Arsizio, Varese - Nel processo davanti alla Corte d’Assise di Busto Arsizio, Adilma Pereira Carneiro ha reso dichiarazioni spontanee nel corso di un’udienza che si inserisce nelle fasi conclusive del dibattimento sull’omicidio di Fabio Ravasio.

La donna, indicata dall’accusa come presunta “regista” del delitto, ha respinto le contestazioni a suo carico, offrendo una ricostruzione alternativa dei fatti e puntando l’attenzione su Claudio Ferretti, che ha indicato come figura centrale della vicenda.

Nel suo intervento, durato a lungo e caratterizzato da forte coinvolgimento emotivo, l’imputata ha descritto il rapporto con Ferretti come inizialmente nato in un contesto di frequentazioni familiari, per poi degenerare in una situazione definita “problematica”. Ha inoltre sostenuto che l’uomo avrebbe mantenuto nel tempo un comportamento persecutorio, arrivando – secondo la sua versione – a cercare persone disposte a colpire Ravasio.

Adilma Pereira Carneiro ha anche denunciato quella che ha definito una “manipolazione mediatica” nei suoi confronti, contestando la ricostruzione dell’accusa e respingendo l’ipotesi di un proprio movente. “Non avevo alcun interesse nella morte di Fabio”, ha dichiarato in aula, ribadendo più volte la sua estraneità all’organizzazione del delitto.

Tra i passaggi affrontati anche il giorno dell’investimento mortale, che ha portato al decesso di Ravasio, e alcune circostanze personali e familiari oggetto di contestazione durante il processo.

La Corte dovrà ora valutare il peso delle dichiarazioni spontanee all’interno del quadro probatorio emerso nel corso del dibattimento. La sentenza è attesa nelle prossime ore.