Garlasco, Alberto Stasi lascia il carcere: via libera all’affidamento in prova ai servizi sociali
Milano – Il via libera dei giudici è arrivato a poche ore dal parere favorevole della Procura generale: Alberto Stasi è uscito dal carcere. ...
Milano – Il via libera dei giudici è arrivato a poche ore dal parere favorevole della Procura generale: Alberto Stasi è uscito dal carcere. Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha infatti depositato il provvedimento con cui autorizza l’affidamento in prova ai servizi sociali per l’uomo condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco nel 2007.
La decisione consente a Stasi di lasciare la casa circondariale di Bollate dopo circa dieci anni e mezzo di detenzione, un passaggio che si inserisce nel percorso già avviato negli ultimi anni con il lavoro esterno e la successiva semilibertà.
Uscita dal carcere e nuovo regime
L’ex studente della Bocconi, oggi 42enne, era entrato a Bollate nel dicembre 2015 dopo la sentenza definitiva della Cassazione. Da oltre un anno si trovava in regime di semilibertà, con obbligo di rientro serale in istituto.
Con l’affidamento in prova ai servizi sociali potrà ora scontare la parte residua della pena attraverso una misura alternativa alla detenzione, pur restando soggetto a prescrizioni e controlli da parte dell’autorità giudiziaria.
Secondo quanto riferito, Stasi non tornerà a Garlasco ma vivrà in un comune dell’hinterland milanese, dove lavora da tempo come impiegato in uno studio contabile.
La decisione dei giudici
Il Tribunale di Sorveglianza, presieduto da Marcello Bortolato, ha ritenuto determinanti le relazioni positive del carcere, la buona condotta e il percorso di reinserimento lavorativo già avviato. Il parere favorevole della Procura generale ha consolidato l’orientamento verso l’accoglimento dell’istanza.
In aula la sostituta procuratrice generale Valeria Marino ha sottolineato elementi quali l’adesione alle prescrizioni, il comportamento tenuto durante la detenzione e il risarcimento alla famiglia della vittima, pur a fronte della persistente dichiarazione di innocenza da parte del condannato.
Regole e limiti della misura
L’affidamento in prova non equivale alla libertà piena. Il provvedimento prevede infatti vincoli stringenti su orari, spostamenti e condotta. Eventuali violazioni possono comportare la revoca della misura e il ritorno in carcere.
Stasi continuerà a lavorare nel settore amministrativo e finanziario a Milano, mantenendo un regime di sorveglianza e obblighi stabiliti dal Tribunale.
Le reazioni
La famiglia Poggi ha ribadito che la condanna “resta sia formalmente che sostanzialmente”, sottolineando che il provvedimento riguarda esclusivamente l’esecuzione della pena e non incide sugli accertamenti giudiziari del caso.
Dalla difesa di Andrea Sempio, indagato nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco, è arrivato un commento che ricorda come l’affidamento in prova sia una misura ordinaria prevista dall’ordinamento penitenziario e non collegata alle vicende investigative in corso.
Il caso mediatico
La vicenda continua a restare al centro dell’attenzione pubblica e mediatica, a quasi vent’anni dal delitto di Chiara Poggi, uno dei casi giudiziari più discussi della cronaca italiana.