Una delle voci e personalità più interessanti emerse durante l’ultima edizione di X Factor Italia. Lei è Layana, che ha pubblicato il suo primo Ep dal titolo “Amore Amore Amore'' (pubblicato per Woodworm Publishing/Universal Music Italia) consolidando così un percorso iniziato con l’uscita dei due inediti “Solita Notte'' e ''Bambola''.

All’interno del progetto, prodotto interamente da Dario Mangiaracina, è presente anche  una reinterpretazione di ''Maledetta Primavera” di Loretta Goggi, una canzone che è stata significativa per Layana durante la scrittura dell’EP: è stata la colonna sonora di questo percorso e in qualche modo la chiusura di un cerchio.

Dopo mesi trascorsi dentro un vortice di dubbi, ha rappresentato il ritorno alla leggerezza, alla capacità di lasciarsi sorprendere e di innamorarsi di nuovo della vita e delle sue piccole cose.


''Amore, amore, amore arriva dopo X Factor e l’uscita dei tuoi primi singoli. Che fotografia di te rappresenta questo EP?

È una fotografia molto sincera di quello che ho vissuto negli ultimi mesi della mia vita. Le canzoni sono tutte autobiografiche e nascono da esperienze ed emozioni che ho vissuto in prima persona.

L’EP è stato prodotto interamente da Dario Mangiaracina. Come si è sviluppato il vostro dialogo creativo e cosa ti ha aiutato a scoprire della tua identità musicale?

Con Dario si è creato fin da subito un dialogo molto trasparente. Credo che quando si entra in studio sia fondamentale lasciare spazio all’ascolto reciproco senza avere preconcetti. Noi ci siamo semplicemente messi a creare senza inseguire un’idea prestabilita e lasciando che fossero le emozioni a portarci da qualche parte. Lavorare con lui mi ha dato molta consapevolezza soprattutto come autrice. Mi ha fatto capire che posso fidarmi delle mie idee, delle melodie che scrivo e del mio istinto. Insieme siamo riusciti a costruire un mondo sonoro organico ed essenziale che sentivo mio da tempo ma che fino ad allora facevo fatica a mettere davvero a fuoco.

Nei tre brani dell’EP racconti fasi diverse di una relazione: la ripetizione, il cambiamento e l’incapacità di lasciar andare. È stato un percorso autobiografico o hai voluto raccontare emozioni più universali?

E' stato un percorso estremamente autobiografico. Ho scritto esattamente quello che stavo vivendo e ho scelto di pubblicare i brani nello stesso ordine in cui quegli eventi sono accaduti nella mia vita. L’EP è come se fosse una specie di diario di questi ultimi mesi che ho vissuto e questo mi fa sentire estremamente vulnerabile

Quali sono gli artisti che hanno influenzato la tua musica e il tuo modo di raccontarti?

Da Adele, Olivia Dean, passando a Lana del Rey, Mina e Ornella Vanoni

Un palco dove ti piacerebbe esibirti?

Sarei ipocrita a dire che non sogno uno stadio nella mia città a Milano oppure il palco del Festival di Sanremo. Sono traguardi che diventano simbolo di un percorso, del tempo e del duro lavoro. Mi piace sognare in grande e ho obiettivi giganti.