Milano – Si apre oggi davanti alla Corte d’Assise di Milano il processo con rito immediato a Gianluca Soncin, accusato dell’omicidio volontario pluriaggravato di Pamela Genini, la modella 29enne uccisa il 14 ottobre dello scorso anno nella sua abitazione nel quartiere Gorla.

L’imputato, 53 anni, deve rispondere di accuse aggravate dalla premeditazione, dai futili motivi, dalla crudeltà e dalla relazione affettiva cessata. Per lui si profila la possibile condanna all’ergastolo.

L’udienza e le parti civili

In aula sono presenti i familiari della vittima, costituiti parte civile, insieme all’amico Francesco Dolci, che aveva dato l’allarme al momento dell’aggressione e che risulta a sua volta indagato per la vicenda legata alla profanazione della tomba.

L’avvocato della madre della vittima, Nicodemo Gentile, ha espresso forte amarezza, sottolineando come un maggiore coordinamento istituzionale avrebbe potuto, secondo la parte civile, evitare la tragedia.

La ricostruzione dell’omicidio

Secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Procura di Milano, Soncin si sarebbe introdotto nell’abitazione della ex compagna utilizzando una copia delle chiavi, aggredendola con un coltello. La vittima, al telefono con l’amico Dolci, aveva chiesto aiuto mentre l’aggressione era in corso.

Gli agenti, arrivati sul posto dopo una finta consegna per accedere all’appartamento, hanno trovato la donna già priva di vita. L’autopsia ha rilevato 76 coltellate, elemento che ha rafforzato l’impianto accusatorio sulla crudeltà dell’azione.

Il quadro delle indagini

Gli inquirenti hanno ricostruito un contesto di violenze e minacce reiterate nei confronti della vittima nell’anno e mezzo precedente all’omicidio, con episodi di percosse, pedinamenti e intimidazioni.

Già nel 2024 la vittima aveva manifestato timori concreti per la propria incolumità, rispondendo affermativamente a un questionario antiviolenza alla domanda sulla possibilità che il compagno potesse ucciderla.

La vicenda della profanazione della tomba

Parallelamente al processo per omicidio, resta aperta l’indagine sulla profanazione della tomba della vittima nel cimitero di Strozza, avvenuta mesi dopo il delitto. Su questo episodio è indagato l’ex fidanzato Francesco Dolci, mentre la posizione di Soncin, secondo la difesa della parte civile, non sarebbe collegata a tale vicenda.

Il processo appena avviato rappresenta il primo snodo giudiziario di una vicenda che ha profondamente scosso Milano e che ora entra nel vivo del dibattimento.