MONZA – Una telefonata che sembra arrivare dalla Guardia di Finanza, una voce rassicurante che invita a presentarsi in caserma per chiarimenti o che annuncia controlli urgenti a domicilio. Poi, mentre la vittima è distratta o lontana da casa, entra in azione la banda. È il nuovo volto delle truffe che stanno preoccupando le Fiamme Gialle e che nelle ultime settimane hanno fatto registrare un aumento significativo di segnalazioni anche in Brianza.

Il copione è ormai collaudato, ma continua a mietere vittime, soprattutto tra le persone più anziane. A lanciare l’allarme è il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Monza e Brianza, che invita i cittadini alla massima prudenza dopo il crescente numero di chiamate sospette segnalate al numero di pubblica utilità 117.

I malviventi si presentano come finanzieri e comunicano alla vittima la necessità di recarsi urgentemente in caserma per presunti accertamenti. Un pretesto studiato per allontanare il proprietario dall’abitazione e lasciare campo libero ai complici pronti a entrare in azione.

In altri casi il raggiro assume forme ancora più insidiose. C’è chi telefona sostenendo che il cittadino sia coinvolto, suo malgrado, in una rapina e che sia necessario effettuare una verifica in casa per controllare la presenza di eventuale refurtiva. Una volta aperta la porta, però, i falsi militari cercano soltanto denaro, gioielli e oggetti di valore.

Non manca nemmeno la classica truffa del familiare in difficoltà: una telefonata improvvisa in cui un presunto figlio o nipote chiede soldi e preziosi per risolvere un incidente o una situazione urgente.

A rendere ancora più credibile l’inganno c’è spesso lo spoofing, una tecnica informatica che consente di falsificare il numero telefonico visualizzato sul display. La chiamata può quindi apparire come proveniente realmente da un ufficio della Guardia di Finanza, inducendo la vittima ad abbassare le difese.

Ma le truffe viaggiano sempre più spesso anche online. Le Fiamme Gialle segnalano infatti la comparsa di falsi profili social che imitano appartenenti al Corpo, oltre a email contraffatte e persino contenuti realizzati con tecnologie deepfake, capaci di riprodurre in modo realistico voci, immagini e video.

Per contrastare il fenomeno, la Guardia di Finanza ricorda alcune regole fondamentali. Un vero militare si qualifica sempre mostrando il tesserino di riconoscimento e spiegando chiaramente il motivo dell’intervento. Le attività operative vengono svolte sulla base di specifici ordini di servizio e non prevedono mai la richiesta di denaro contante, gioielli o altri beni per risolvere contestazioni o pratiche.

Un altro elemento che deve far scattare il sospetto è la presenza di un solo individuo che si presenta come appartenente al Corpo per effettuare controlli domiciliari.

In caso di dubbi o situazioni sospette, la raccomandazione è semplice: non aprire la porta, non fornire dati personali, prendere tempo e contattare immediatamente il numero di pubblica utilità 117, operativo 24 ore su 24.