Stasi in affidamento in prova, lascia il carcere di Bollate. Il Tribunale: “equilibrio e resilienza” nel caso Garlasco
Milano - Alberto Stasi è uscito ieri dal carcere di Bollate dopo la concessione dell’affidamento in prova ai servizi sociali. Il provvedimen...
Milano - Alberto Stasi è uscito ieri dal carcere di Bollate dopo la concessione dell’affidamento in prova ai servizi sociali. Il provvedimento segna l’avvio di una nuova fase della sua esecuzione penale, senza tuttavia alcun legame diretto con la nuova indagine aperta dalla Procura di Pavia sull’omicidio di Chiara Poggi, per il quale Stasi è stato condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione.
Nel provvedimento del Tribunale di Sorveglianza viene evidenziato il percorso personale del 42enne, descritto come caratterizzato da “equilibrio e resilienza”, soprattutto nella gestione della prolungata esposizione mediatica legata al caso. Gli operatori penitenziari sottolineano come la possibilità che possano emergere nuovi elementi sul caso abbia inciso sulla sua capacità di affrontare la pressione dell’opinione pubblica.
Il primo giorno fuori dal carcere
Stasi ha trascorso le prime ore di libertà presso l’abitazione presa in affitto in provincia di Milano, dove già soggiornava durante le licenze premio concesse nell’ambito della semilibertà. Ha pranzato con la madre Elisabetta Ligabò e, secondo quanto riferito dalla difesa, avrebbe dedicato la giornata al riposo.
La sua legale Giada Bocellari ha descritto un contesto di sostanziale normalità dopo l’uscita dal penitenziario, mentre tra le aspettative personali del diretto interessato emergerebbe il desiderio di tornare alla guida di una motocicletta, simbolo di libertà e autonomia.
Il possibile percorso di revisione del processo
Parallelamente alla nuova fase esecutiva della pena, resta aperta la prospettiva di una richiesta di revisione del processo. Il procuratore di Pavia Fabio Napoleone, che ha riaperto le indagini sul caso Garlasco coinvolgendo Andrea Sempio, ha trasmesso gli atti alla Procura generale di Milano affinché venga valutata un’eventuale istanza di revisione davanti al Tribunale di Brescia.
Si tratta tuttavia di un percorso complesso, che richiederà tempi lunghi e un approfondito esame degli atti. Anche la difesa di Stasi sta lavorando in questa direzione, pur riconoscendo la delicatezza e la distanza temporale dei procedimenti.
La posizione di Andrea Sempio
Nel quadro della nuova inchiesta figura anche Andrea Sempio, attualmente coinvolto nelle verifiche della Procura di Pavia. Secondo quanto riferito dai suoi legali, l’uomo da due mesi non percepirebbe lo stipendio dal proprio impiego come commesso in un negozio di telefonia. La situazione lavorativa resta al momento non chiarita nei dettagli, mentre la difesa sottolinea la gestione prudente delle spese legali e dei consulenti.
Il caso Garlasco, a distanza di anni dalla sentenza definitiva, torna dunque al centro dell’attenzione giudiziaria e mediatica, con nuovi sviluppi investigativi ancora tutti da definire.
