Monza - Una truffa organizzata con un copione ben strutturato e basato sul raggiro telefonico dei “finti Carabinieri” si è conclusa con un arresto e la ricostruzione dettagliata dei fatti da parte della Polizia di Stato di Monza. Nei confronti di un uomo di 35 anni, originario della provincia di Salerno, è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per truffa aggravata ai danni di un’anziana.

Il colpo risale al 7 aprile 2026 e ha portato alla sottrazione di gioielli per un valore stimato tra i 35mila e i 40mila euro. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il meccanismo fraudolento si è sviluppato in due fasi: prima una telefonata, poi l’intervento diretto nell’abitazione della vittima.

Durante il primo contatto telefonico, un sedicente appartenente all’Arma dei Carabinieri avrebbe convinto il marito della donna a lasciare la casa per recarsi in caserma, con il pretesto di una verifica su un presunto coinvolgimento in una rapina legata alla targa del suo veicolo. Parallelamente, l’anziana sarebbe stata continuamente contattata per impedirle di chiedere aiuto o verificare la situazione.

Pochi minuti dopo, un secondo uomo si sarebbe presentato alla porta qualificandosi anch’egli come Carabiniere. Con la scusa di dover controllare la provenienza dei gioielli custoditi in casa, sarebbe riuscito a farsi consegnare tutti i preziosi, inclusi quelli conservati in cassaforte.

Conclusa la truffa, il presunto autore si sarebbe allontanato dall’abitazione e, secondo le indagini, avrebbe acquistato una valigia in un negozio vicino per riporvi la refurtiva.

Le attività investigative, coordinate dalla Procura di Monza, sono state supportate da immagini di videosorveglianza e da riscontri tecnici, tra cui tracce rinvenute sulla cassaforte della vittima. Elementi che hanno consentito di ricostruire la dinamica del reato e di individuare il sospettato.

Il 35enne, già detenuto presso la casa circondariale di Udine per analoghi episodi di truffa, è stato raggiunto dalla nuova misura cautelare ed è stato confermato in carcere.