Como, traffico di cocaina con 50 auto e tremila episodi di spaccio: tre misure cautelari
Como - Una cinquantina di automobili a disposizione, cocaina nascosta in vani ricavati all’interno delle vetture, targhe prova per rendere p...
Como - Una cinquantina di automobili a disposizione, cocaina nascosta in vani ricavati all’interno delle vetture, targhe prova per rendere più difficili i controlli e persino tute da meccanico utilizzate durante le consegne. È il quadro ricostruito dalla Guardia di finanza di Como nell’ambito di un’indagine su un presunto traffico di cocaina radicato nel territorio provinciale.
L’operazione ha portato all’esecuzione di tre misure cautelari nei confronti di altrettante persone: due fratelli sono stati condotti in carcere, mentre per un terzo indagato sono stati disposti gli arresti domiciliari.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, in pochi mesi sarebbero stati documentati oltre 3mila episodi di spaccio, per un volume d’affari stimato in più di 120mila euro.
Le accuse dovranno ora essere sottoposte alle verifiche processuali. Gli indagati, come previsto dalla legge, devono essere considerati innocenti fino a un'eventuale sentenza definitiva.
La concessionaria e il parco di 50 automobili
L’indagine, avviata nel 2025 dai finanzieri del Gruppo di Ponte Chiasso con il supporto del Servizio centrale investigazione criminalità organizzata, riguarda alcuni componenti di una famiglia di origine marocchina che, secondo gli investigatori, sarebbe attiva nel Comasco da oltre vent'anni.
Al centro della ricostruzione c’è una ditta individuale di Senna Comasco attiva anche nel commercio di automobili usate. Il titolare avrebbe avuto a disposizione un parco di circa 50 vetture, alcune delle quali sarebbero state utilizzate dagli altri componenti del gruppo per effettuare le consegne di droga.
Secondo la Guardia di finanza, sulle automobili venivano utilizzate anche targhe prova, una modalità che avrebbe reso più complicato il monitoraggio degli spostamenti attraverso i sistemi automatici di lettura delle targhe presenti sulle strade della provincia.
La cocaina nascosta nelle automobili
Particolare anche il sistema che sarebbe stato utilizzato per nascondere lo stupefacente. La cocaina sarebbe stata custodita all’interno di appositi nascondigli ricavati nelle automobili parcheggiate nel piazzale dell’attività.
Tra i punti utilizzati, secondo gli investigatori, ci sarebbe stato anche il bocchettone del carburante. Prima di una consegna, il pusher avrebbe recuperato dal nascondiglio la quantità di droga necessaria.
Le cessioni sarebbero avvenute soprattutto a Como, Capiago Intimiano, Montorfano e Lipomo, spesso anche durante il giorno. Per rendere i movimenti apparentemente compatibili con l'attività dell’azienda, uno degli indagati avrebbe inoltre indossato una tuta da meccanico durante gli spostamenti.
I documenti dei clienti per attivare le schede telefoniche
L’inchiesta avrebbe fatto emergere anche un sistema per rendere più difficili le attività investigative sulle comunicazioni.
Secondo la Guardia di finanza, ai clienti della concessionaria veniva richiesta la copia dei documenti d’identità per le normali pratiche legate all’acquisto delle automobili. Gli stessi documenti sarebbero stati poi utilizzati, all’insaputa dei proprietari, per attivare schede telefoniche presso un esercizio commerciale di Como.
Le utenze sarebbero state successivamente utilizzate per comunicazioni legate al presunto traffico di droga. Al titolare dell’autosalone viene contestata anche l’ipotesi di sostituzione di persona.
Le consegne vicino alla scuola
Tra gli elementi ritenuti più significativi dagli investigatori ci sono anche i luoghi scelti per alcune delle presunte cessioni.
A Capiago Intimiano, in particolare, sarebbero stati organizzati appuntamenti per la consegna delle dosi nei parcheggi adiacenti alla scuola primaria Giuseppe Verdi.
La circostanza ha portato alla contestazione dell’aggravante relativa allo svolgimento dell’attività di spaccio nelle vicinanze di un istituto scolastico.
Oltre 3mila dosi e più di 120mila euro
La ricostruzione investigativa si concentra in particolare sul periodo compreso tra febbraio e giugno 2025. In quei mesi, secondo la Guardia di finanza, sarebbero state accertate oltre 3mila cessioni di cocaina.
Gli investigatori avrebbero inoltre identificato alcuni dei clienti che si sarebbero rivolti ai presunti pusher, raccogliendo le loro dichiarazioni. Il volume d’affari complessivo ricostruito per il periodo supererebbe i 120mila euro.
Perquisizioni all’alba tra Como e Senna Comasco
L’operazione è proseguita dalle prime ore di oggi, 30 settembre, con una serie di perquisizioni a Como, Capiago Intimiano e Senna Comasco.
Alle attività partecipano i finanzieri del Comando provinciale di Como, con l’impiego di unità cinofile. In campo anche i cani antidroga Aran, Leon e Anima e il cash dog Jupiter, addestrato alla ricerca di denaro contante.
Le operazioni vedono inoltre impegnato il personale specializzato ATPI della Guardia di finanza di Como e un elicottero del Reparto Aeronavale Lombardia.
