Avrebbe costretto due giovani a consegnargli denaro con minacce e ricatti: uno di loro avrebbe pagato 1.100 euro, l’altro 2.495 euro

CORNAREDO (MILANO) – Un ragazzo di 17 anni è stato collocato in una comunità educativa in esecuzione di un’ordinanza di applicazione della misura cautelare emessa dal Gip del Tribunale per i Minorenni di Milano. Il giovane è ritenuto gravemente indiziato del reato di estorsione continuata e aggravata ai danni di due giovani.

Il provvedimento è arrivato al termine di un’attività investigativa condotta dai carabinieri della Stazione di Cornaredo, avviata tra giugno e luglio dopo le denunce presentate dalle presunte vittime, esasperate dalle continue vessazioni.

Gli accertamenti, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Milano, si sono basati anche sull’analisi di screenshot di conversazioni, documentazione bancaria e testimonianze. Gli investigatori avrebbero così ricostruito due distinti episodi, caratterizzati secondo l’ipotesi accusatoria da reiterate minacce e pressioni psicologiche.

I due episodi

Nel primo caso, il 17enne avrebbe preteso 1.100 euro in contanti da un coetaneo, sostenendo di dover essere pagato per una presunta fornitura illecita di farmaci a base di codeina. Per ottenere il denaro avrebbe minacciato la vittima più volte, arrivando, secondo gli investigatori, anche a prospettare conseguenze violente presso la sua abitazione.

Nel secondo episodio, invece, il giovane avrebbe approfittato della lieve disabilità intellettiva di un altro ragazzo, inducendolo a effettuare ripetuti bonifici per un totale di 2.495 euro. Il denaro sarebbe stato richiesto sulla base di un presunto debito legato a precedenti consumi di stupefacenti. A sostegno della richiesta, il 17enne avrebbe minacciato di presentarsi sul luogo di lavoro della vittima per rivelare il suo presunto uso di droghe.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il clima di paura avrebbe inizialmente impedito alle vittime di chiedere aiuto. La vicenda sarebbe emersa quando il padre di uno dei giovani, insospettito dal forte stato di agitazione del figlio e da alcuni ammanchi sul conto corrente, si è rivolto ai carabinieri.

Al termine delle formalità di rito, il 17enne è stato affidato ai Servizi minorili dell’Amministrazione della Giustizia e trasferito in una comunità educativa, come disposto dal provvedimento cautelare.

La posizione del minorenne resta al vaglio dell’autorità giudiziaria. Per l’indagato valgono la presunzione di innocenza e tutte le garanzie previste dalla legge fino a eventuale sentenza definitiva.