Milano, 14 settembre 2026
– Passata la paura per l’incidente, Daniel Maldini dovrà ora fronteggiare le possibili conseguenze legali dello schianto da cui è uscito quasi indenne. Il giocatore del Cagliari, infatti, è risultato positivo all’alcoltest e anche al pre test per verificare l’eventuale assunzione di sostanze stupefacenti.

La positività al pre test antidroga, tuttavia, non rappresenta una prova definitiva. Per stabilire se il conducente abbia effettivamente assunto sostanze stupefacenti è necessario un esame di laboratorio di conferma. Il campione raccolto durante il controllo delle forze dell’ordine viene inviato a un centro specializzato, solitamente presso una struttura ospedaliera. Nel caso di Maldini, sarà quindi l’analisi di laboratorio a dover confermare o meno il primo risultato.

Cosa succede ora

Qualora la positività dovesse essere confermata, entrerebbero in gioco le disposizioni dell’articolo 187 del Codice della strada, modificato nel 2024 con un inasprimento delle sanzioni.

La norma prevede, per chi guida dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope, un’ammenda da 1.500 a 6.000 euro e l’arresto da sei mesi a un anno, oltre alla sospensione della patente da uno a due anni.

La situazione diventa ancora più pesante nel caso in cui il conducente, dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope, provochi un incidente stradale. In questo caso, le pene previste dall’articolo 187 vengono raddoppiate e la patente viene revocata.

Maldini è rimasto coinvolto nell’incidente avvenuto tra le vie Tolentino e Caracciolo, a Milano, dopo aver trascorso la serata in discoteca. Poco prima aveva segnato il rigore decisivo nella vittoria del Cagliari a Bergamo.

Resta comunque fondamentale attendere l’esito degli accertamenti di laboratorio: il pre test, da solo, non consente di affermare che il calciatore abbia effettivamente guidato sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.