BUSTO ARSIZIO – Riccardo Bossi, primogenito del fondatore della Lega Umberto Bossi, morto lo scorso marzo a 84 anni, è stato arrestato ieri a Busto Arsizio, in provincia di Varese. L’arresto è avvenuto in esecuzione di un provvedimento di cumulo pene per complessivi 5 anni e 9 mesi.

Il provvedimento, firmato dal procuratore di Busto Arsizio Carlo Nocerino, è stato eseguito dai carabinieri, che hanno raggiunto Bossi nella sua abitazione e lo hanno accompagnato nel carcere di Busto Arsizio.

Le condanne comprese nel cumulo riguardano fatti risalenti al 2011 e al 2020 e sono relative ai reati di appropriazione indebita, truffa e indebita percezione del reddito di cittadinanza. Dal cumulo è stata invece esclusa la condanna a un anno e quattro mesi per maltrattamenti nei confronti della madre.

Nato nel 1979 dal primo matrimonio di Umberto Bossi con Gigliola Guidali, Riccardo Bossi non ha intrapreso una carriera politica nella Lega, a differenza del padre e del fratellastro Renzo. In passato si era fatto conoscere soprattutto nel mondo dello sport, come pilota di rally e nel settore dell’automobilismo.

Negli ultimi anni il suo nome è stato coinvolto in diverse vicende giudiziarie. Tra queste, l’inchiesta sull’utilizzo dei fondi pubblici della Lega Nord, nell’ambito della quale gli erano state contestate spese personali effettuate con denaro del partito.

A queste vicende si sono aggiunti i procedimenti relativi a episodi di truffa, appropriazione indebita e indebita percezione del reddito di cittadinanza. Le condanne relative a questi fatti hanno portato al provvedimento eseguito ieri e al trasferimento di Riccardo Bossi nel carcere di Busto Arsizio.