Disastro ferroviario di Pioltello, depositate le motivazioni: assolti gli ex vertici Rfi, unica condanna per l’ex responsabile manutenzione
MILANO – Non è stato possibile accertare con certezza eventuali carenze da parte di Rfi nella gestione della sicurezza ferroviaria. È quest...
MILANO – Non è stato possibile accertare con certezza eventuali carenze da parte di Rfi nella gestione della sicurezza ferroviaria. È questa la ragione per cui lo scorso 25 febbraio il Tribunale ha assolto otto imputati, tra cui gli ex vertici di Rete ferroviaria italiana, nel processo per il disastro ferroviario di Pioltello del 2018, in cui morirono tre persone e oltre duecento rimasero ferite.
Nelle motivazioni della sentenza, depositate in questi giorni, i giudici scrivono che il dibattimento non ha “consentito di accertare, al di là di ogni dubbio ragionevole, le ipotizzate carenze nel sistema di gestione della sicurezza ferroviaria imputate” all’allora amministratore delegato, Maurizio Gentile, e agli altri dirigenti. Assolta anche la società Rfi.
L’unico condannato è Marco Albanesi, ex responsabile dell’Unità manutentiva, ritenuto responsabile di omissioni dirette in relazione alla manutenzione dei binari.
La tesi della Procura
Secondo le indagini, il deragliamento fu causato dal cedimento di un giunto in pessime condizioni, che determinò la rottura di 23 centimetri di rotaia. Per i pm Leonardo Lesti e Maura Ripamonti si trattava di un disastro prevedibile e riconducibile a una serie di omissioni nella manutenzione. L’accusa aveva chiesto condanne pesanti: 8 anni e 4 mesi per Gentile e per l’ex direttore di produzione Umberto Lebruto, 7 anni e 10 mesi per l’ex direttore territoriale Lombardia Vincenzo Macello, e 6 anni e 10 mesi per Albanesi e Andrea Guerini.
La tragedia
La mattina del 25 gennaio 2018, il treno regionale 10452 Cremona–Milano Porta Garibaldi, con 350 viaggiatori a bordo, deragliò poco prima delle 7 all’altezza di Pioltello. Nell’incidente persero la vita Pierangela Tadini (51 anni, residente a Vanzago), Giuseppina Pirri (39 anni, originaria di Cernusco sul Naviglio) e Maddalena Milanesi (61 anni, medico dell’ospedale Carlo Besta di Milano). Oltre duecento persone rimasero ferite.
Le famiglie delle vittime hanno già annunciato che valuteranno ulteriori passi giudiziari alla luce delle motivazioni della sentenza.
