MILANO – La vicenda dello sgombero del centro sociale Leoncavallo continua a infiammare il dibattito politico e sociale. Il centrosinistra rilancia chiedendo un trattamento uniforme anche per CasaPound a Roma, mentre il centrodestra annuncia un possibile esposto in Procura contro il bando comunale che potrebbe assegnare un nuovo spazio ai leoncavallini in un immobile pubblico dismesso di via San Dionigi 117.

Dopo il blitz di giovedì mattina che ha liberato la storica sede di via Watteau, il Pd chiede al governo di garantire pari trattamento negli sgomberi, con il vicepresidente Toni Riccardi che punta il dito contro CasaPound, accusandola di occupare uno stabile pubblico senza attività socialmente utili e definendola un “pericolo democratico”. Sullo stesso tono, l’ex sindaca di Roma Virginia Raggi invita lo Stato a procedere con l’immediato sgombero della sede romana.

Sul fronte milanese, il centrodestra segue con attenzione il bando comunale volto a raccogliere manifestazioni d’interesse su immobili dismessi, tra cui l’ex capannone di via San Dionigi 117, oggetto dell’interesse del Leoncavallo. Il deputato di FdI Riccardo De Corato annuncia che si opporrà con ogni strumento politico e istituzionale, pronto a presentare esposti alla Procura, alla Corte dei Conti, all’Anac e al Prefetto per eventuali violazioni.

Intanto, i leoncavallini preparano una manifestazione nazionale per il 6 settembre, con lo slogan “Giù le mani dalla città”, per protestare contro sgomberi, gentrificazione e presunti abusi sui patrimoni pubblici e autogestiti. Parallelamente, le Mamme antifasciste del Leonka rilanciano la raccolta fondi “Cassa di resistenza” per sostenere la riqualificazione del nuovo spazio che il centro sociale intende utilizzare.

La proprietà dell’immobile, l’Immobiliare Orologio del gruppo Cabassi, ha riattivato i sistemi di allarme e predisposto interventi per rendere inagibile l’edificio, mentre le forze dell’ordine continuano il monitoraggio. Le chiavi esterne sono nelle mani della proprietà, quelle interne dell’ufficiale giudiziario. I referenti del Leoncavallo avranno 30 giorni per recuperare gli oggetti rimasti all’interno, tra cui tavoli, sedie, maxischermi e letti.