MILANO – Il Comune di Milano avrebbe violato il Codice dei beni culturali e del paesaggio attribuendo alla Commissione comunale per il paesaggio funzioni che, secondo la normativa, non le sarebbero spettate. La Commissione, finita al centro della maxi-inchiesta sull’urbanistica, avrebbe infatti svolto anche compiti di urbanistica ed edilizia, andando oltre il suo ruolo di tutela paesaggistica.

A sollevare il caso è l’ex docente di urbanistica Alberto Roccella, consulente dei pm, che in una relazione consegnata il 13 agosto ai pubblici ministeri Petruzzella, Filippini e Clerici, ha spiegato come dal 2014 in poi ci sia stata una “volontà politica” di occultare “sotto la nobile veste del paesaggio” decisioni di grande impatto, anche economico, in materia urbanistica ed edilizia.

Il ruolo della Commissione per il paesaggio

Secondo Roccella, con il regolamento edilizio del 2014, il Comune ha di fatto fatto rivivere la Commissione edilizia invertendo il tradizionale rapporto con la Commissione per il paesaggio, sciolta ad aprile dello stesso anno. La Commissione per il paesaggio avrebbe quindi operato “in composizione unica” anche per questioni edilizie, violando quanto previsto dall’articolo 146, comma 6, del Codice dei beni culturali e del paesaggio.

La norma stabilisce che gli enti destinatari della delega regionale – in questo caso il Comune – debbano garantire una chiara differenziazione tra attività di tutela paesaggistica e funzioni amministrative in materia urbanistico-edilizia, senza possibilità di “contaminazione” tra i due ambiti.

Una violazione sfuggita alla Regione

Roccella sottolinea come questa violazione normativa sia sfuggita alla Regione Lombardia, nonostante le disposizioni di legge e le deliberazioni regionali siano chiare nel vietare l’attribuzione di ulteriori funzioni urbanistiche ed edilizie alla Commissione per il paesaggio.

L’inchiesta sull’urbanistica a Milano coinvolge diverse figure chiave, tra cui Giuseppe Marinoni, e potrebbe avere conseguenze importanti sul futuro di progetti di rilievo in città, come il rinnovo dello stadio Meazza.