Milano, nuovo capitolo della querelle sul Museo di Leonardo in Galleria
MILANO – È l’ennesima puntata di una contesa che dura da mesi tra il Comune di Milano e la società Leonardo3, che gestisce il Museo dedicato...
MILANO – È l’ennesima puntata di una contesa che dura da mesi tra il Comune di Milano e la società Leonardo3, che gestisce il Museo dedicato a Leonardo in Galleria. La disputa, caratterizzata da toni sempre più accesi, aveva già portato, a fine luglio, la Giunta Sala a querelare per diffamazione il direttore Massimiliano Lisa per alcune dichiarazioni sui social e al Municipio 1.
La vicenda risale al 29 maggio scorso, quando il Tar ha respinto il ricorso presentato da AV srl, titolare della concessione degli spazi espositivi. Il verdetto ha confermato la decadenza della concessione, contestando tra le violazioni la cessione integrale dei locali a Leonardo3 tramite una subconcessione.
Nei giorni scorsi, un nuovo pronunciamento del Tribunale amministrativo si è espresso nuovamente a sfavore della società di Lisa. La vicenda si è arricchita di ulteriori sviluppi: il 2 ottobre 2024 Leonardo3 aveva chiesto l’occupazione di suolo pubblico per il 2025 per posizionare un’area di accoglienza sul lato del Salotto vicino a piazza Scala. La richiesta era stata inizialmente respinta, ma sospesa cautelarmente dal Tribunale il 19 novembre.
A dicembre, però, la Giunta ha approvato una delibera sugli interventi di adeguamento degli spazi del complesso monumentale, bloccando la domanda di Leonardo3, mentre Duomo 21 presentava una richiesta analoga per l’accesso ai percorsi panoramici "Highline Galleria". Il Demanio ha invitato Leonardo3 a presentare un progetto condiviso entro il 31 gennaio 2025, invito che la società ha declinato.
Il Comune ha quindi trasmesso i singoli progetti alla Sovrintendenza, che l’11 marzo ha autorizzato Leonardo3 in modo condizionato: solo un desk all’ingresso, niente totem né tappeti.
I successivi provvedimenti di Palazzo Marino sono stati anch’essi impugnati dai responsabili di Leonardo3, contestando il cambio delle norme e i requisiti estetici e tecnici. Tuttavia, il Tar ha respinto integralmente il ricorso, dichiarandolo in parte improcedibile e in parte irricevibile. Per quanto riguarda l’affidamento degli spazi a Duomo 21, i giudici hanno giudicato tardiva l’azione di Leonardo3, sottolineando che il percorso proposto in Galleria risponde alle finalità culturali previste dalle linee guida. Anche la rimozione degli "elementi distintivi" come colonne e illuminazione è stata ritenuta legittima dal Tribunale.
La querelle, dunque, prosegue, confermando la complessità e la delicatezza della gestione degli spazi espositivi nel cuore di Milano.