MILANO - Il glioblastoma è uno dei tumori cerebrali più aggressivi e difficili da trattare, con opzioni terapeutiche ancora limitate. Una ricerca innovativa condotta dalla Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta e pubblicata oggi su Nature Communications apre però nuove prospettive: sfruttare le difese immunitarie del paziente per combattere il tumore.

Difendere con le proprie armi

Il team guidato dalla Dottoressa Serena Pellegatta ha sviluppato una strategia di immunoterapia personalizzata basata sui linfociti T infiltranti il tumore (tr-TIL). Queste cellule del sistema immunitario, già presenti nella massa tumorale, tentano di riconoscere ed eliminare le cellule tumorali, ma nel glioblastoma sono spesso poche e “esauste” a causa dell’ambiente ostile creato dal tumore.

La novità consiste nell’isolare ed espandere in laboratorio i linfociti T funzionali e reattivi, mantenendone intatta la memoria immunitaria, per poi reinfonderli nel paziente, dove possono attaccare le cellule tumorali. Inoltre, bloccando la proteina PD-L1, che il glioblastoma usa per “nascondersi” dal sistema immunitario, i tr-TIL diventano ancora più efficaci.

Dalla sala operatoria al laboratorio

Il protocollo parte dal tessuto tumorale asportato durante l’intervento chirurgico, incluso il materiale immunitario, raccolto con un dissettore ad ultrasuoni. In laboratorio, i linfociti T reattivi, identificati tramite il marcatore CD137, vengono coltivati con fattori che ne favoriscono l’espansione, preservando memoria immunitaria e funzionalità.

Risultati promettenti

Lo studio ha coinvolto 161 pazienti con diagnosi di glioma diffuso. Nei test su modelli animali, i tr-TIL hanno rallentato la crescita tumorale nel 70% dei casi, aumentando la sopravvivenza. Il protocollo è già conforme agli standard GMP, requisito necessario per l’uso clinico, e il prossimo passo sarà lo studio clinico ReacTIL, che testerà sicurezza ed efficacia nei pazienti con glioblastoma.

Verso una terapia concreta

“La nostra ricerca dimostra che la terapia con tr-TIL potrebbe diventare un’opzione concreta per i pazienti con glioblastoma – afferma Serena Pellegatta, responsabile della Struttura Semplice di Immunoterapia dei Tumori Cerebrali del Besta –. I TIL hanno già mostrato efficacia in altre neoplasie e sono approvati dalla FDA per melanomi avanzati. Siamo fiduciosi di poter estendere questi risultati anche ai pazienti affetti da glioblastoma”.

Il Direttore del Dipartimento di Neurochirurgia dell’Istituto Besta, Francesco Di Meco, sottolinea: “Questa strategia individua un metodo efficace per aggredire le cellule del glioblastoma e getta le basi per un’applicazione clinica immediata, offrendo reali prospettive di trattamento ai pazienti”.

La pubblicazione conferma il ruolo dell’Istituto Besta come centro di eccellenza nella ricerca sulle terapie innovative per i tumori cerebrali, segnando un passo avanti verso trattamenti più mirati ed efficaci.