Nuovo colpo di scena nel delitto di Garlasco: la Procura contesta a Andrea Sempio l’omicidio volontario di Chiara Poggi
Pavia - Andrea Sempio avrebbe ucciso Chiara Poggi “per motivi abietti, riconducibili all’odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo a...
Pavia - Andrea Sempio avrebbe ucciso Chiara Poggi “per motivi abietti, riconducibili all’odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale”. È questa, secondo la ricostruzione della Procura di Pavia e dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, la nuova ipotesi accusatoria notificata nelle scorse ore a Sempio, al quale viene ora contestato l’omicidio volontario e non più il concorso in omicidio.
Nell’invito a comparire, fissato per il 6 maggio, i magistrati attribuiscono a Sempio una violenta aggressione culminata in almeno 12 colpi alla testa e al volto della vittima. Secondo l’atto, dopo una colluttazione iniziale la ragazza sarebbe stata colpita più volte con un corpo contundente, trascinata verso la cantina e poi colpita ancora, anche sulle scale, fino al decesso per lesioni cranio-encefaliche. La Procura contesta anche l’aggravante della crudeltà, legata all’efferatezza dell’azione e al numero delle ferite inferte.
La difesa di Sempio respinge con fermezza questa impostazione. L’avvocata Angela Taccia ha definito il movente sessuale “assurdo”, sostenendo che il 38enne non frequentava Chiara Poggi e non aveva con lei rapporti sociali significativi. I legali sottolineano inoltre che si tratta di una fase ancora preliminare dell’indagine e che ogni decisione processuale verrà valutata solo dopo aver esaminato tutti gli atti.
Sul fronte opposto, la difesa di Alberto Stasi annuncia di voler tornare a chiedere la revisione del processo. L’avvocata Giada Bocellari ha spiegato che, una volta ottenuta la discovery, saranno esaminati gli atti per presentare l’istanza. Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi, sta finendo di scontare la pena in regime di semilibertà.
La nuova impostazione della Procura riapre così uno dei casi giudiziari più discussi degli ultimi vent’anni, con una ricostruzione che sposta il baricentro accusatorio su Sempio come unico presunto autore materiale del delitto. Restano però centrali, sul piano processuale, il confronto con le difese e la verifica degli elementi probatori raccolti dagli inquirenti.
