ROMA . Lo scontro a distanza tra Matteo Salvini ed Emmanuel Macron si arricchisce di nuovi capitoli. “Se vogliamo parlare di pace, Macron può chiamarmi anche a mezzanotte, sono disponibile”, ha dichiarato il vicepremier e leader della Lega su 4 di sera weekend (Rete 4). Ma resta netto sul no all’invio di truppe: “Non manderò un solo soldato, italiano o francese che sia, a combattere o morire in Russia o in Ucraina. La politica prevede il dissenso”.

Pur ribadendo di non avere “nessuna voglia di litigare con la Francia”, Salvini ha chiesto a Macron di chiarire che non intende “armare un esercito europeo”: “Se lo facesse, il problema si chiuderebbe qua”.


Ironie e provocazioni

Da un palco a Pinzolo, Salvini ha definito Macron “permaloso”, ironizzando: “Attaccati al tram non è un insulto”. Ha poi scherzato: “Potrei chiedere asilo politico in Francia, tanto lì Macron me vol ben”, ricordando la vicinanza con Jordan Bardella, leader del Rassemblement National, rivale dell’Eliseo. Infine l’affondo sui sondaggi: “Macron ha l’80% dei francesi contro, alle prossime elezioni ci sarà un cambiamento”.


Il silenzio di Meloni e le tensioni nella maggioranza

Da Palazzo Chigi nessuna reazione ufficiale: Giorgia Meloni, in vacanza in Puglia, tace. Ma tra gli alleati serpeggia irritazione. “La politica estera è competenza della premier e della Farnesina”, ricordano da Forza Italia, sottolineando i rischi per i rapporti con Parigi, ricuciti solo di recente grazie anche al Quirinale.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto un lungo colloquio con l’omologo francese Jean-Noël Barrot, su mandato della premier, per coordinare le posizioni in vista del G7: un segnale di continuità istituzionale che stride con le uscite del leader leghista.


Le reazioni politiche

Dal centrodestra arrivano messaggi di sostegno ma anche distinguo. I capigruppo leghisti Romeo e Molinari ribadiscono che se Macron smentirà l’invio di truppe “il problema è chiuso”. Più critico Maurizio Lupi, che parla di “toni sbagliati”.

Il ministro dell’Interno Piantedosi smorza: “Salvini usa parole forti, ma parla da leader politico. In democrazia i messaggi sono legittimi”.

Le opposizioni invece attaccano. La segretaria del Pd Elly Schlein accusa Salvini di “discreditare l’Italia”, invitandolo piuttosto a occuparsi dei ritardi ferroviari. La Lega replica bollando il Pd come “anti-italiano, guerrafondaio e servile con Parigi”.