Bergamo, 67 interventi dei carabinieri in due settimane per violenza di genere: raffica di arresti e misure cautelari
Bergamo – Nelle ultime due settimane i carabinieri del Comando provinciale di Bergamo hanno gestito 67 casi di violenza di genere : 44 a seg...
Bergamo – Nelle ultime due settimane i carabinieri del Comando provinciale di Bergamo hanno gestito 67 casi di violenza di genere: 44 a seguito di richieste d’intervento al 112 e 23 dopo denunce presentate direttamente nelle stazioni dell’Arma. In 65 episodi su 67 si è proceduto penalmente contro i presunti responsabili.
Particolarmente significativa la situazione nella compagnia di Treviglio, con 23 interventi in abitazioni private per liti, aggressioni, atti persecutori e violazioni di provvedimenti giudiziari, oltre a 11 denunce da parte delle vittime per reati da “codice rosso”.
Dal 21 al 31 agosto si sono registrati numerosi episodi gravi che hanno portato ad arresti e misure restrittive. A Romano di Lombardia i militari hanno fermato un 32enne recidivo, già allontanato dall’ex compagna, poi finito in carcere. A Seriate, un 39enne polacco è stato allontanato d’urgenza dopo nuove minacce e percosse alla compagna. A Bergamo città un 49enne albanese ha aggredito la moglie con calci e pugni: arrestato, è stato condotto in carcere. A Pumenengo i carabinieri hanno arrestato un 51enne che aveva violato il divieto di avvicinamento all’ex compagna; per lui è stato disposto il divieto di dimora. A Cologno al Serio un 45enne italiano, armato di coltello, ha minacciato l’ex compagna ed è stato fermato: nei suoi confronti è stato applicato il braccialetto elettronico. Infine a Treviglio un giovane marocchino ha accoltellato la sorella e seminato il panico in casa: anche per lui si sono aperte le porte del carcere.
L’Arma sottolinea come questi interventi siano stati possibili grazie alle segnalazioni dei cittadini, fondamentali per intercettare i cosiddetti reati spia – minacce, ingiurie, maltrattamenti, atti persecutori – spesso preludio di episodi più gravi.
«L’azione di contrasto sarà incessante ed incisiva – spiega una nota – grazie anche al coordinamento della Procura di Bergamo, che dispone di un pool di magistrati dedicato alla tutela delle fasce deboli».