Milano, auto distrutta dal nubifragio del 2023: Comune non risarcirà il proprietario
MILANO – Era la mattina del 25 luglio 2023 quando un automobilista si trovò davanti a una scena drammatica: la sua auto, parcheggiata in via...
MILANO – Era la mattina del 25 luglio 2023 quando un automobilista si trovò davanti a una scena drammatica: la sua auto, parcheggiata in via XX Settembre vicino a piazza Conciliazione, era accartocciata sotto un tronco d’albero. Quel giorno, Milano era stata colpita da un violento nubifragio che abbatté 4.776 alberi in città, con raffiche superiori ai 100 km/h e 40 millimetri di pioggia caduti in soli 10 minuti, causando danni in tutti i quartieri, strade interrotte e scuole inagibili.
Il proprietario del veicolo ha deciso di fare causa al Comune di Milano per ottenere un risarcimento di circa 19mila euro, il valore della macchina resa inutilizzabile. L’avvocato dell’uomo ha fatto riferimento all’articolo 2051 del Codice civile, secondo cui “Ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito”.
Tuttavia, come evidenziato in una delibera approvata dalla Giunta comunale guidata da Sala, il nesso causale tra la caduta dell’albero e l’evento dannoso è considerato “insussistente”.
Due i motivi principali indicati dal Comune: primo, “l’eccezionalità dell’evento atmosferico verificatosi nella notte tra il 24 e il 25 luglio 2023”; secondo, “la condotta del danneggiato, che ha parcheggiato l’auto in uno spazio non destinato alla sosta, precisamente sullo spartitraffico di via XX Settembre, tra gli alberi, in difformità dalle prescrizioni del Codice della strada”. In altre parole, se l’automobilista non avesse lasciato la macchina in quel punto, l’albero probabilmente non avrebbe danneggiato il veicolo.
Il provvedimento comunale sottolinea anche che “la domanda formulata appare sfornita del necessario supporto probatorio, con particolare riferimento alla misura del pregiudizio riportato”. Tali argomentazioni saranno ribadite in aula per contestare le tesi della controparte.
