Milano, processo per omicidio della madre: emergono dettagli agghiaccianti sul rapporto malato tra Pietro Federico Crotti e Piera Stefanina Riva
Milano – “Quando siamo arrivati, lui si presentava agitato. Ha messo subito le mani avanti, dicendo: ‘Io non ho fatto nulla, sono uscito dal...
Milano – “Quando siamo arrivati, lui si presentava agitato. Ha messo subito le mani avanti, dicendo: ‘Io non ho fatto nulla, sono uscito dal bagno e l’ho trovata a terra’”. È la testimonianza di uno degli agenti intervenuti la notte del 13 gennaio scorso nell’appartamento di via Wildt, dove Pietro Federico Crotti, 47 anni, secondo i pm, avrebbe strangolato con una cintura la madre, Piera Stefanina Riva, 75 anni, tentando di far passare la morte per una caduta accidentale. Una messinscena post mortem troppo raffazzonata, insieme a una serie di incongruenze, aveva permesso agli investigatori di smascherare le bugie del figlio e di far emergere la terribile verità.
Alla finestra a fumare
Nella seconda udienza del processo per omicidio volontario pluriaggravato è stata sentita anche un’operatrice sanitaria intervenuta quella notte. “Al nostro arrivo, il figlio fumava alla finestra. Ci ha detto: ‘È qui’, con tutta calma. Pensavo fosse un vicino di casa”, ha raccontato. Secondo il suo racconto, Crotti avrebbe fornito in pochi minuti versioni contrastanti sull’orario in cui aveva visto l’ultima volta la madre viva. “Diceva di averci chiamati subito. Ma dalle condizioni in cui era il corpo, si trovava lì da diverse ore”.
Foto e video macabri
Le indagini della Squadra Mobile, coordinate dalla pm Giancarla Serafini, hanno evidenziato che prima di chiamare il 118 Crotti aveva scattato foto e realizzato video macabri col telefono, mostrando il corpo della donna già morta e simulando atteggiamenti affettuosi nei filmati. La Corte d’Assise, presieduta dalla giudice Antonella Bertoja, dovrà ora valutare la richiesta del difensore Carmelo Scambia di sottoporre il 47enne a una perizia psichiatrica.
Un rapporto “malato”
Al di là dell’esito della perizia, emerge un quadro di tensioni costanti e un rapporto “malato” tra madre e figlio. La convivenza era segnata dall’abuso di cocaina da parte di Crotti e dalla sua ossessione per i risparmi della madre. La donna, spesso minacciata e aggredita, era costretta a chiamare ripetutamente il 112. Gli episodi più recenti risalgono a luglio 2024, quando la vittima chiede aiuto alle autorità, e a settembre dello stesso anno, quando viene nuovamente spintonata.
La prossima udienza è fissata per il 29 settembre.