San Zenone al Lambro (Milano), 4 settembre 2025
– Prosegue l’indagine sullo stupro avvenuto sabato scorso vicino alla stazione di San Zenone al Lambro. I carabinieri stanno effettuando uno screening a tappeto tra gli ospiti di un centro d’accoglienza situato a poche centinaia di metri dal luogo dell’aggressione. L’obiettivo è verificare se l’autore della violenza sia tra gli ospiti della struttura.

Gli elementi che hanno portato gli investigatori a concentrarsi sul centro sono principalmente due: la vicinanza geografica del centro al luogo del reato e lo scarno identikit fornito dalla vittima, che ha parlato di un uomo di probabile origine africana, con carnagione scura e capelli ricci.

Martedì pomeriggio, su indicazione della Procura di Lodi, i carabinieri si sono presentati alla Casa Papa Francesco, gestita dalla Fondazione Fratelli San Francesco, e hanno prelevato il Dna degli ospiti della struttura. Il centro ospita una cinquantina di camere, con una media di quattro posti letto ciascuna. I tamponi genetici sono stati effettuati su base volontaria, e sembra che nessuno si sia opposto alla procedura: oltre cento profili genetici sono stati raccolti dagli investigatori della Compagnia di San Donato Milanese, coordinati dalla pm Martina Parisi.

Le indagini proseguono per accertare eventuali corrispondenze tra il Dna raccolto e quello dell’aggressore.