Sondrio
– Sono stati riscontrati i primi casi di positività al virus West Nile in uccelli selvatici nella provincia di Sondrio. Lo ha comunicato l’Ats della Montagna, dopo l’esito delle analisi effettuate dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna.

L’azienda sanitaria, autorità competente per la sorveglianza sul territorio, ha provveduto a effettuare tutte le segnalazioni agli enti preposti e alle strutture sanitarie locali. Contestualmente ha rassicurato la popolazione, precisando che “al momento la situazione non desta preoccupazioni per la salute umana”.

Il West Nile virus ha origine virale e trova come principali “serbatoi” gli uccelli selvatici; la trasmissione all’uomo avviene attraverso la puntura di zanzare infette, soprattutto del tipo Culex. Dopo la puntura, il periodo di incubazione varia tra i 2 e i 14 giorni, arrivando fino a 21 nei soggetti immunodepressi. La maggior parte delle persone non manifesta sintomi, mentre nei soggetti anziani o debilitati le forme cliniche possono risultare più gravi.

Per prevenire le punture di zanzara, l’Ats raccomanda di eliminare i ristagni d’acqua da giardini e balconi (svuotando sottovasi, bidoni e vasche) e di utilizzare repellenti cutanei. Ulteriori informazioni e consigli utili sono disponibili sul sito istituzionale www.ats-montagna.it.

In Lombardia, alla data dell’11 agosto, erano già stati confermati dodici casi di infezione tra i cittadini, di cui nove autoctoni. Si è registrato anche un decesso: un paziente over 85 con pregresse patologie. La Regione aggiorna settimanalmente la situazione epidemiologica con bollettini ufficiali dedicati alla sorveglianza delle arbovirosi.