Abbiategrasso, famiglia di Soufiane Ech Chafiy chiede riapertura dell’inchiesta sulla morte del giovane
Abbiategrasso (Milano), 30 ottobre 2025 – La famiglia di Soufiane Ech Chafiy , il 20enne morto il 24 marzo 2016 in seguito a un colpo di pis...
Abbiategrasso (Milano), 30 ottobre 2025 – La famiglia di Soufiane Ech Chafiy, il 20enne morto il 24 marzo 2016 in seguito a un colpo di pistola sparato da un agente durante un inseguimento ad Abbiategrasso, ha chiesto alla Procura di Pavia la riapertura dell’inchiesta, ipotizzando il reato di omicidio volontario. La richiesta è stata confermata dagli avvocati dei familiari, Debora Piazza e Marco Romagnoli.
All’epoca, l’indagine era stata archiviata dal gip su richiesta della Procura di Pavia, guidata dal procuratore facente funzione Mario Venditti, oggi indagato a Brescia per il caso Garlasco e il cosiddetto “sistema Pavia”.
Nell’istanza di riapertura, i legali sottolineano alcune circostanze già menzionate dal gip nell’archiviazione del 2016, tra cui il fatto che il giovane non impugnasse alcun oggetto che potesse essere scambiato per un’arma dagli agenti. Il giudice aveva archiviato sostenendo che non era ipotizzabile una condanna per eccesso colposo, nonostante il colpo fosse stato sparato alle spalle della vittima.
I legali della famiglia evidenziano inoltre presunte false dichiarazioni degli agenti, che indicavano la presenza di un’arma, e la mancata esecuzione di una perizia balistica. Gli altri due giovani presenti nell’auto erano stati assolti nel processo per resistenza.
Tra le anomalie segnalate dai legali, figura anche il ritardo di 23 minuti prima dell’arrivo dei paramedici e la demolizione dell’auto sequestrata nel 2018. L’istanza chiede lo svolgimento di nuove attività investigative, tra cui una perizia balistica, l’audizione dei due amici presenti in auto e di altri testimoni.
La Procura pavese, diretta da Fabio Napoleone, valuterà se accogliere la richiesta di riapertura del fascicolo.
