Milano, maxi incidente probatorio per il caso Beccaria: udienza fissata il 30 ottobre
Milano, 2 ottobre 2025 – La Procura di Milano ha ottenuto e la gip Nora Lisa Passoni ha ammesso un maxi incidente probatorio nell’ambito ...
Milano, 2 ottobre 2025 – La Procura di Milano ha ottenuto e la gip Nora Lisa Passoni ha ammesso un maxi incidente probatorio nell’ambito dell’inchiesta su presunti pestaggi, torture e maltrattamenti nel carcere minorile Beccaria. L’udienza preliminare è stata fissata per il 30 ottobre e servirà esclusivamente ad organizzare il calendario delle audizioni che proseguiranno poi per mesi.
L’indagine riguarda i fatti denunciati da 33 ragazzi — all’epoca detenuti al Beccaria — e vede complessivamente 42 persone indagate, tra cui agenti della Polizia Penitenziaria, le ex direttrici Cosima Buccoliero e Maria Vittoria Menenti, l’ex coordinatore sanitario del carcere, un medico e il coordinatore infermieristico dell’epoca.
Nell’udienza del 30 ottobre la giudice definirà, alla presenza delle parti e dei rispettivi legali, il programma delle successive sessioni necessarie per ascoltare i 33 ragazzi: le loro dichiarazioni saranno così “cristallizzate” e acquisite agli atti, senza necessità di richiamarli nuovamente in fase istruttoria in vista di un eventuale processo.
L’inchiesta, coordinata dall’aggiunta Letizia Mannella e dalle pm Rosaria Stagnaro e Cecilia Vassena, e condotta dalla Squadra Mobile, aveva già portato nel 2024 all’arresto di 13 agenti della Penitenziaria e alla sospensione di altri otto. Successive audizioni di altri ragazzi hanno poi ampliato l’oggetto delle indagini.
Le accuse contestate, a vario titolo, vanno dalla tortura ai maltrattamenti aggravati, dalle lesioni al falso; un unico indagato risponde inoltre di violenza sessuale. Per le due ex direttrici la Procura contesta in particolare la mancata prevenzione e repressione delle «condotte reiterate, violente e umilianti» attribuite agli agenti nei confronti di numerosi detenuti. Tra gli episodi citati negli atti vi sono pestaggi e minacce gravi, tra cui un episodio di dicembre 2022 in cui, secondo l’accusa, a un detenuto sarebbe stato detto «Ti sparo, ti ammazzo».
Il procedimento prosegue in fase istruttoria: le misure cautelari, i provvedimenti e le eventuali responsabilità dovranno essere accertate nel corso del dibattimento, nel rispetto del contraddittorio e delle garanzie processuali.
